Page 80 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
P. 80
70 )EAN LOUIS MOURRUT
La sua grande preoccupazione non è l'Italia, è altrove, al confine del
Nord-Est quella "via spalancata aperta alle invasioni" quella "ingiustizia"
della natura ossessiona già l'ex combattente del 14-18 e il professore di storia.
Sarebbe dunque diventato anti-italiano il Generale dopo la pugnalata
alla schiena? Le parole che pronuncia nei confronti dell'Italia tra il 1943 e il
gennaio 1946 dimostrano il contrario. Già, ad Aiaccio, 1'8 ottobre 1943, egli
si esprime in questi termini:
"Si può pensare che, una volta ottenuta la vittoria e reintegrata la giustizia,
la Francia di domani si vorrà irrigidire in un atteggiamento di rancore nei con-
fronti di un popolo a lungo traviato ma che niente di fondamentale dovrebbe
separare da noi? No, certo e lo dico di proposito qui stesso". 0 4 )
Poi, durante una conferenza stampa il25 gennaio 1945, a Parigi:
"Noi abbiamo qualche ragione di lamentarci di ciò che ha fatto l'Italia nei
confronti della Francia. Ma poi noi guardiamo all'avvenire e crediamo che un
giorno o l'altro la Francia e l'Italia saranno destinate a ritrovare relazioni deci-
samente cordiali ed a cooperare l'una con l'altra per il bene dell'umanità, in par-
ticolare nel bacino del Mediterraneo. Però, al momento, ci sono alcuni problemi
da regolare". (!))
Si tratta, naturalmente, della firma di un Trattato di Pace tra i due paesi
e della correzione del confine. Dc Gaulle non è anti-italiano. Raccomanda
addirittura una rapida riconciliazione tra i due stati allo scopo di iniziare al
più presto una politica di cooperazione. Tuttavia, egli sostiene allo stesso
tempo la rivendicazione confinaria. (!G)
Sicché, prima del gennaio 1946, la rivendicazione confinaria si gioca tra
una popolazione che aspetta un segno della vittoria francese sull'Italia e un
capo di governo che ha fretta di dare tale segno per poter iniziare un altro
tipo di rapporti col suo vicino transalpino. Ma allora, come mai, in tali con-
dizioni, i governi successivi di cui si sa che non tutti apprezzano la politica o
le idee del Generale hanno proseguito nella stessa direzione?
Il trattato: un attributo di potenza per la Francia.
Il campo dei negoziati era già stato preparato con una serie di incontri
ufficiosi o ufficiali tra i rappresentanti della Francia e quelli dell'Italia.(!?) Al
doppio, addirittura al triplo, linguaggio del1945, segue una linea di condot-
ta abbastanza chiara: la Francia è pronta a compromessi ma non cederà sulla
rettifica del confine.
Da parte francese la personalità di Georges Bidault domina il negozia-
to. Egli è ministro degli Affari Esteri dal1945 al1948, con un interruzione di

