Page 83 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
P. 83

IL TRATTATO FRANCO-ITALIANO DEL 1947 ED IL CONFINE OCCIDENTALE     73

              Per il generale de  Gaulle si  tratta al tempo stesso di un adempimento,
          quello del  programma del  C.F.L.N.  del  1943,  e  di  una  "rimessa in  sesto".
          Lui, il professore di ~oria, il soldato, non poteva non approvare il riconosci-
          mento dei "confini naturali". Ma per lui, come per vari governi della Francia
          che hanno dovuto portare a termine il negoziato, il compimento dei termini
          del trattato deve essere inteso come segno di potenza. La Francia ammessa,
          in  extremis,  nel  campo  delle  grandi  potenze  e  provvista  di  un  seggio  nel
          Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, è,  come l'Italia, sotto l'influen-
          za  americana. Annettere  territori  italiani  significa  mostrarsi  agli  occhi  del
          mondo, rivestire gli attributi della potenza. La firma del trattato franco-ita-
          liano è  un'occasione  unica per farlo.  È interessante  constatare, guardando
          alla valutazione successiva del trattato, che in Francia esso è stato dimentica-
          to appena firmato.  Così come è poco presente nella storiografia l'armistizio
          franco-italiano del  1940. Ancora una volta è verso la Germania che si volgo-
          no tutti gli sguardi. A quest'ultima la Francia, dopo l'odio, offre il  perdono,
          all'Italia non offre che l'oblio.
              Pensiamo che non sia  il  minor pregio di questo colloquio fare  in modo
          che il trattato non sia più, come lo è stato finora, un "non luogo di memoria".




                                          NOTE
               (l) Generale Jean-Louis Mourrut e comandante di battaglione Jean-Louis Riccioli. La posi-
          zione francese tra sanzione e riconciliazione.  L'Italia it2  guerra.  Il sesto  anno.  1945. Roma, C.I.S.M.,
          1996.
               (2)  Pubblicazione italiana sulla campagna delle Alpi; pubblicazioni francesi.
               (3)  Comandante di battaglione J.L. Riccioli. La seconda battaglia delle Alpi: primavera 1945.
          Studio inedito, dattiloscritto, 26 pagine.
               (  4)  Generale J e an Del ma s.  Riflessioni sulla  nozione di potenza militare attraverso  l'esempio
          ji·ancese  (1945-1948).  La potenza francese in discwsione.  Parigi, Publications de la  Sorbonne, 1989.
          p. 273.
               (5)  Citato  Miche!  Turlotte. Le missioni degli  eserciti e la  potenza  militare francese  (1946-
          1949). La potenza francese in discussione.  Parigi, Publications de la  Sorbonne, 1989. p. 321.
               (6) Henry Dutailly. La potenza militare della Francia vista attraverso gli articoli della "Revue
          de  Défensr:  National"  (luglio  1945  - dicembre  1948).  La  potenza francese  in  discussione.  Parigi,
          Publications de la Sorbonne, 1989. p. 289.
               (7) Ibidem  p. 325.
               (8)  J.  Doise e  M.  Voisse.  Diplomazia  e strttmento  militare.  Parigi,  lmprimerie Nationale,
          1987, p. 392.
               (9)  J.  Delmas, op.cit.
              (IO)  Generale  Gautsch.  Come  rifare  la  carta  d'Europa.  Casablanca,  lmprimerie du ccntre,
          1945,p.151.
   78   79   80   81   82   83   84   85   86   87   88