Page 81 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
P. 81

IL TRATTATO FRANCO-ITALIANO DEL 194 7 ED IL COt\:FJ\IE OCCIDEt\:TALE   71

          due  mesi  sotto  il  governo  Blu m  (dal  dicembre  1946  al  gennaio  194 7).  N e i
          confronti del Generale e dei membri del Comitato Francese di Liberazione
          Nazionale, egli si è molte volte posto come rappresentante di una politica di
          benevolenza  nei  confronti  dell'Italia.  Egli  mantiene  tale  atteggiamento
          durante tutte le conferenze preliminari alla firma del trattato.
              Ma il trattato possiede un retroscena che è interessante quanto il  nego-
          ziato stesso. l:esempio del mese di febbraio  1946 permette di mettere in evi-
          denza  i  meccanismi  della  partita  che  si  gioca  tra  l'Italia,  la  Francia  e  gli
          Alleati. Anche se  i trattati  non sono né  pronti né  firmati,  il  governo Gouin
           reitera le sue rivendicazioni territoriali e firma persino un accordo commer-
          ciale con l'Italia. Come conseguenza, si prevede l'arrivo in Francia di 200 000
           lavoratori  italiani.  Mentre  gli  italiani  si  irrigidiscono  quando  vengono  a
          conoscenza  delle  pretese  francesi,  sono  gli  Alleati  quelli  che  attuano  una
           politica di appeasement nei confronti dell'Italia, per la quale essi propongono
           una più ampia autonomia. La posizione dei Sovietici si può riassumere con
           una riflessione di Stalin:
              "Ne/1940, essa  (la Francia) non si è battuta; nel1945, come la Polonia, essa
          ha soltanto un governo provvisorio e tutt'al più qualche divisione in condizione
          difunzionare". (IS)
              La Francia sarebbe dunque un'altra Polonia! Molotov, a parte i punti che
           sembrano importanti per il  suo governo, favorisce  regolarmente il  punto di
          vista  italiano.  Si  capisce che,  in  tali  condizioni,  i francesi  potessero  parlare
           solo a "mezza voce". Tanto più che la Francia deve dare dei pegni agli Stati
           Uniti con i quali è in lite a proposito della Germania. 0 9 )
              Nel  maggio  1946,  il  rappresentante  alla  Conferenza  dei  Quattro  fa
           mostra, anche egli, di  moderazione. Allo scopo di  non cedere sulla rettifica
           del confine, egli appoggia l'idea di  lasciare all'Italia l'amministrazione delle
           sue ex colonie.
               Dal 17 maggio 1946, viene elaborato il trattato vero e proprio. Il proble-
           ma di Tenda e di  Briga, messo in discussione il  20  giugno, viene affrontato
           solamente una settimana più tardi,  avendo Molotov dato  la  precedenza ad
           altre questioni.  Gli Italiani argomentano che il  passaggio alla Francia delle
          centrali idroelettriche del Roia priverebbe di elettricità una parte dei comuni
           delle valli italiane confinanti. Finalmente, il  27 giugno, Molotov,  presidente
           della seduta, annuncia che le rivendicazioni francesi sono accettabili, previa
           l'esecuzione  della  promessa  fatta  da  Georgcs  Bidault  di  concludere  con
           l'Italia un trattato speciale concernente la  ripartizione dell'energia elettrica
           prodotta nella valle del Roia. Ma è soltanto il  27 agosto, con 15 voti a favore
   76   77   78   79   80   81   82   83   84   85   86