Page 21 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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BILANCIO  DI  UN  TRENTENNIO                                            11

         in  Barone  e  Corbino,  in  Fabris  e  çavaciocchi,  in Alberti  e  Mondini,  in Scala  e
         Faldella,  alcuni esponenti di maggiore spicco.
             Nel  1969,  esattamente trent'anni  orsono,  il Ministero  della  difesa  (ministro
         l'an.  Luigi  Gui)  organizza il  primo convegno nazionale di storia militare che co-
         stituisce una pietra miliare nello sviluppo della storiografia militare. L'apporto de-
         gli uffici storici di forza armata, la situazione degli archivi, la storiografia e  i suoi
         orientamenti e,  per la  prima volta,  il rapporto economia-forze  armate,  sono tra
         i principali temi di discussione C 4 ).
             E da qui  parte,  a  ben vedere,  la  consistente serie  di contributi che si allon-
         tanano  dagli  avvenimenti  militari - considerati  come fini  a  se stessi - per occu-
         parsi  invece  di  problemi  anche  specifici  ma  collegati  a  tematiche  più  vaste  e
         complesse;  la  storia  militare,  in altri  termini,  si  lega sempre di più alla  storia so-
         ciale e  alle sue molteplici implicazioni,  si coniuga con la  storia  economica - dal-
         la  quale  trae  utilissimi  suggerimenti  per affrontare  l'ampio  settore  dell'industria
         bellica,  allo stato attuale ancora pieno di  interrogativi da sciogliere e  di materiale
         da scoprire e  conoscere -, si intreccia con la  storia delle altre istituzioni governa-
         tive  - perché le forze  armate  sono una istituzione  del  paese - come ha  ben di-
         mostrato il gen. Sefani nel suo poderoso lavoro sulla storia degli ordinamenti militari.
             Tutto ciò ha comportato l'ingresso di molti temi ignorati o- per meglio di-
         re - vagamente esistenti sullo sfondo:  la  vita  quotidiana  nelle  caserme e  i con-
         sumi alimentari delle  truppe;  l'evoluzione degli  armamenti  e  delle  attrezzature;
         il ruolo  degli  addetti militari  nel quadro della  politica  internazionale e  le  Forze
         Armate come strumento della  politica  estera del paese;  ed ancora le uniformi e
         l'architettura militare.                                      ·
             Le  fonti,  in altri  termini,  vengono indagate per conoscere prima lo specifi-
         co aspetto militare e  per arrivare  poi,  insieme ad altre discipline,  all'impianto di
         una realtà  complessiva al tempo stesso militare sociale ed economica.
             In rapida sintesi e  rimandando ai  numerosi lavori  bibliografici comparsi in
         questi  anni  a  cura  di  Giorgio  Rochat,  Nicola  La  Banca,  Pietro  Del. Negro  e
         all'esaustiva relazione presentata da Raimondo Luraghi al convegno della Società
         degli  storici  italiani  (Arezzo  1986) C5),  mi  limito  a  ricordare  alcuni  lavori  a  mio
         giudizio  maggiormente  significativi  nell'ottica  che  ho  indicato  prescindendo da
         quelli degli uffici storici oggetto di specifiche relazioni.
             Bisogna risalire  alla  fine  degli anni Sessanta (1969)  per trovare uno dei la-
         vori più importanti sui rapporti tra l'esercito,  il mondo politico e  la società civi-
         le:  P.  Melograni,  Storia politica della grande guerra 1915-1918 (Bari,  Laterza).  I
         problemi,  le  trasformazioni  della  società  e  la  partecipazione  delle  masse  alla
         guerra  costituiscono  i  temi  principali  dell'indagine.  Nel  1970  Massimo  Mazzetti
         pubblica una dettagliata analisi  del periodo successivo alla disfatta  di  Caporetto
         (Da Caporetto al Monte Grappa. La crisi nazionale del 1917) C 6 ).
             Con il volume di G.  Rochat,  Militari e politici nella preparazione della cam-
         pagna d'Etiopia.  Studio e documenti 1932-1936 (Milano,  Franco Angeli,  1971),  si
         colma una lacuna della storiografia militare sulla guerra d'Etiopia,  essenzialmente
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