Page 104 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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           analizzati e precisati ( ... ) in altre parole, gli  aspetti logistici positivi sono più che
           altro  dovuti ad  un'attenuazione dei  vecchi  difetti  d'impostazione,  che tutti  per-
           mangono e non di  rado affiorano "(55).
                Non  mancano,  come si  vede, gli  accenti  diversi.  Ma se  c'è un  filo  che fra
           gli  altri  unisce  questi  autori è  quello di  non chiedersi  se  le  relazioni  fra  milita-
           ri e politici del  tempo avrebbero potuto essere diverse da quelle che furono, né
           se  le  vicende  del  1861  instaurarono  dei  modelli  (e,  una  volta  instaurati,  quali
           furono  le  loro dinamiche ecc.).
               Ma  una  considerazione  di  tali  aspetti  li  avrebbe  portato  a giudizi  diversi  e
           più problematici di  quelli assunti.




                Le  osservazioni ora condotte circa la  mancanza dell'approccio comparatisti-
           co e circa  la  scarsa sensibilità verso i modelli delle  relazioni civili-militari non ri-
           guardano solo  la  storiografia "in  divisa".  Ben  altri  autori  hanno sottovalutato il
           fatto  che,  all'origine dello Stato unitario, assieme agli  ordinamenti e all'organica
           delle  istituzioni  militari, vennero codificate anche le  norme delle relazioni  fra  ci-
           vili  e militari,  fra  politica e forze  armate.
                Per  fare  solo pochi esempi, nella  ricostruzione di  Virgilio Ilari lo scontro fra
           Garibaldi e Cavour pare poco più  che  un  alterco personale (56).  Un  libro dedica-
           to proprio alla  Guardia nazionale fra  1848 e 1876, e per molti altri versi impor-
           tante,  quasi  trascura  la  vicenda  della  Landwehr e  sussume  in  sede  storica  il
           giudizio  cavouriano  circa  il  proposito  (dichiarato  eversivo)  di  Garibaldi,  giudi-
           candone  ineluttabile  il  fallimento  (57).  Alberto  Banti  è  attento  alla  dimOensione
           culturale  e  delle  rappresentazioni,  ma  rinvia  ancora  una  volta  a  Pieri  per  le  vi-
           cende politiche:  si  concentra sulla nazionalizzazione dell'immagine dell'esercito -
           piuttosto che  sulla  militarizzazione  dell'idea  di  nazione - ma  non  sulle  relazioni
           civili-militari,  tralasciando il  punto  politico  allora  in  discussione  (58).  Più  attento



                (55)  Cfr.  Ferruccio  Botti,  La  logistica  dell'esercito  italiano  (1831-1981),  3  voi,  Roma,
           Stato maggiore dell'esercito.  Ufficio storico,  1991.
                (56)  Cfr.  Virgilio  Ilari,  Storia  del servizio  militare in Italia,  5  voi,  Roma,  Centro milita-
           re di  studi strategici,  1991.
                (57)  Cfr.  Enrico  Francia, Le haionette intelligenti.  La Guardia  nazionale nell'Italia lihe-
           rale  (1848-1876), Bologna, il  Mulino,  1999:  per la  verità l'autore aveva dedicato la dovuta at-
           tenzione  ai  dibattiti del  1861  nella  sua  pil1  ampia  tesi  di  dottorato.
                (58)  Cfr. Alberto Banti, La !/azione del  Risorgimento.  Parentela,  santità e onore alle ori-
           gini dell'Italia  unita, Torino, Einaudi,  2000;  e Alberto  M.  Banti,  Marco Monclini,  Da  Nova-
           ra a Custoza: culture militari e riscorso  nazionale tra  Risorgimento e Unità,  in  Walter Barberis
           (a  cura di),  Guerra e pace.  Storia  d'Italia.  Annali 18,  Torino,  Einaudi,  2002.
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