Page 109 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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CESERCITO SCUOLA DELLA NAZIONE
PER "FARE" GLI ITALIANI
GIUSEPPE CONTI
l?immagine dell'esercito come strumento fondamentale della pedagogia na-
zionale nella fase di costruzione della nazione (o nation building come è ormai in
uso dire), dell'esercito impegnato - con meriti forse anche maggiori di quelli del-
la scuola - a "fare gli italiani dopo aver fatto l'Italia", come amava ripetere la pub-
blicistica militare dell'età liberale, questa immagine è ormai un luogo comune nel
quale capita di frequente di imbattersi a quanti - a vario titolo - si occupano di
storia militare nel nostro paese.
Come tutti i luoghi comuni trae forza certamente dall'accettazione acritica e
assoluta dei suoi contenuti - ma anche, e non è un paradosso, da una negazione
altrettanto assoluta degli stessi che, rinunciando aprioristicamente a discuterne il
merito, contribuisce, di fatto, a perpetuarne la durata nel tempo.
Da questo punto di vista mi sembra emblematico il caso di Giorgio Rochat (I)
che alla fine degli anni Settanta liquidava sbrigativamente il problema inquadran-
dolo, peraltro, specificamente dal punto di vista dell'adozione del sistema di reclu-
tamento nazionale rispetto a quello regionale (o territoriale). Questa scelta, lungi
dal rappresentare - come vorrebbe la versione ufficiale criticata da Rochat - "un
potente fattore di unità morale, uno strumento insostituibile per far conoscere l'Ita-
lia agli italiani e gli italiani tra loro, che apriva gli occhi ai piccoli contadini sulla
grandezza della patria" (2), era in realtà un modo efficace per ribadire il "ruolo tra-
dizionale di sostegno dell'assetto politico-sociale" che spettava all'esercito.
Anziché rappresentare un forma di affratellamento di gruppi irrimediabil-
mente divisi - secondo Rochat - dalla ignoranza assoluta della lingua italiana e
comunicanti soltanto attraverso il dialetto, " ... il risultato autentico del recluta-
mento nazionale era la moltiplicazione di una barriera verso la popolazione, al-
lo scopo di rendere impossibile la nascita di un blocco unitario di soldati di un
(1) G. Rochat, G. Massobrio, Breve storia dell'esercito italiano dal 1861 al 1893, Einaudi,
Torino, 1978 p. 93-96.
(2) Ibid. p. 95-6. Secondo questa visione delle cose sembrava quasi che "gli ordinamenti
dell'esercito potessero venire subordinati alla creazione di una specie di turismo coatto di massa
per fini patriottici ... ".

