Page 140 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
P. 140

124                                                         VITTORIO  ALVINO

                Problema  tra i problemi.  Cuomo del  Sud riportò dal Nord una impressio-
           ne  di  dovizia  e  di  benessere,  ma  di  netta  chiusura  alla  assimilazione  ed  allo
           ambientamento.
                Per gli uomini del  Nord ecl  in particolare per i piemontesi che rivendicavano
           il  merito  della  raggiunta  unità,  il  Sud  era  una  terra  lontana,  spesso  arretrata  e
           depressa con  una popolazione chiusa,  riservata,  risentita verso le  autorità centra-
           li, con la quale era difficile anche il contatto linguistico.
                La  situazione critica, particolarmente in  campo sociale,  venne brillantemen-
           te  inquadrata  dal  Bismark  a  venti  anni  dall'Unità,  quando  di  fronte  al  ministro
           Minghetti che evidenziava le  forze  del  nuovo esercito italiano, rispose che meglio
           sarebbe stato impiegare  le  risorse esistenti  per un serio amalgama nazionale sulla
            base di  serie riforme strutturali ed economiche.
                Il  quadro  delineato  ebbe  come  immediata  conseguenza  una crisi  nel  campo
           del  lavoro,  particolare  inclinazione  dell'italiano  medio.  Indipendentemente  dal
           grado di  flessibilità, all'epoca molto aleatorio, difficoltà di sistemazione anche non
           definitiva si  verificarono ovunque e non solo nel Sud, a fronte di  una popolazione
           in continuo aumento.
                Da  qui  il  ricorso  quasi  obbligato  o  alla  scelta  verso  l'arruolamento  nelle
           forze armate e corpi di  polizia o l'emigrazione all'estero.
                In  tale schema si  inquadra il  tema in  argomento.
                Cestrazione sociale del  personale della  Guardia di  Finanza negli  anni della
           fine  Ottocento primi Novecento è un problema che ha riguardato tutto l'italico
           complesso.

           Fase anteriore alla Legge n. 367 del 19 luglio 1906

                Come in  precedenza accennato  al  momento  della  unità  nazionale  di  fronte
           alla enorme serie di problemi che il  nuovo governo doveva affrontare non sareb-
           be  stato  possibile  procedere  ad  una  razionale  riforma  di  tutte  le  organizzazioni
           fiscali  finanziarie in  atto negli stati preunitari, alcune delle quali solo civili.
                Raggiunto un sufficiente livello di  stabilità nel  J 881  (a  ben venti anni  dalla data
            di unificazione del Regno d'Italia), venne avvertita la  necessità di identificare tutte le
            organizzazioni  precedenti con  un  nome  rinnovato "Guardia di  Finanza".  Si  abban-
            donava  la  vecchia  denominazione di  guardia  doganale,  intendendo che  la vigilanza
            non  privilegiava  esclusivamente  tale  sia  pur importante settore,  ma si  estendeva  su
            tutto il comprensorio tributario a tutela di  una regolare amministrazione fiscale.
                Dalle varie guardie doganali nasce la  Guardia di  Finanza istituzione peraltro
            acefala,  perché si  preferisce non creare un  organismo centrale di  comando e con-
            trollo e si  lascia la dipendenza ai  vari uffici finanziari  (detti allora delle gabelle).
   135   136   137   138   139   140   141   142   143   144   145