Page 135 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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ESERCITO l'. PAESE TRA COMUNICAZIONE l'. SOCIALE 119
Per quanto riguarda la stampa civile essa, durante tutto il Risorgimento,
mostra interesse per il mondo militare soltanto nei momenti in cui esso svolge il
ruolo di strumento utile per la liberazione della Patria dall'invasore e per la rea-
lizzazione degli ideali di unità nazionale. Difficilmente guarda all'esercito come
"prodotto" del Paese, ovvero come facente parte di quel corpo sociale che
dovrebbe identificare la nazione Italia. Con atteggiamenti in verità contrastanti, a
fine Ottocento lo etichetta come strumento di repressione dalla parte del potere,
dopo avergli rivolto pietistiche attenzioni nelle dolorose sconfitte coloniali.
La stessa stampa è però pronta ad esaltare l'esercito quando la vittoria gli
arride in Libia.
Ne scopre, inoltre, alcune funzioni sociali quando la nazione è colpita da
particolari avvenimenti, come le calamità naturali. Ma non gli riconosce, né gli
riconoscerà mai, le importanti e determinanti funzioni ed il ruolo primario svol-
to nel difficile processo di educazione e di formazione di quella coscienza unita-
ria, di quella formazione di identità nazionale che non sarebbe stata possibile in
altro modo. Non fosse altro perché l'esercito riceve ogni anno centinaia di
migliaia di giovani dalle più disparate parti e provincie d'Italia, infetti di forte
spirito campanilistico, li tiene assieme per alcuni anni, li fa vivere in comunità,
fa loro percorrere centinaia di chilometri trasferendoli in città e paesi che mai
avrebbero raggiunto nella loro esistenza, avvia nella maggior parte di loro il
processo di alfabetizzazione e di istruzione, e li rimanda infine a casa con espe-
rienze e professionalità che spesso sono utili per l'inserimento dei giovani nel
mondo del lavoro. Ricordo, a riprova, le scuole agrarie di molti reggimenti,
quanto mai utili in una società che ancora vive una civiltà contadina e si affaccia
appena alla rivoluzione industriale.
Soltanto ai primi del Novecento, e forse grazie anche all'azione che nel frat-
tempo ha condotto per decenni la stampa e la pubblicistica militare in genere,
l'informazione si accorge che esiste un "problema esercito" ed un problema di
difesa nazionale, e concorre, come abbiamo detto, al suo rinnovamento, materia-
le e morale.
La stampa e la pubblicistica militare, in un primo momento, rivolgono
l'attenzione al proprio interno, proiettate come sono a raggiungere l'immediato
obiettivo primario, che è quello di unificare mentalità, dottrine e addestramenti,
eredità di eserciti pre-unitari tanto difformi tra loro. La stampa militare si rende
però ben presto conto delle altre esigenze esistenti e dei molteplici compiti ai
quali è chiamata. I più immediati e pressanti sono quelli di farsi conoscere
all'intero paese, di diffondere il pensiero ufficiale sulle problematiche militari di
rilevante interesse, di combattere gli attacchi di una certa stampa politica, che
non vuole riconoscere in nessun modo le funzioni educative dell'esercito e il
ruolo determinante che esso gioca nel processo unitario. Abbiamo già accennato

