Page 132 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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116 NICOLA DELLA VOLPE
La sua peculiarità è, infatti, quella di indagare non solo argomenti tecnici,
ma anche discipline apparentemente estranee alla preparazione dei quadri e alla
conoscenza tecnica della guerra, come la sociologia e la psicologia, forse le più
attinenti ad uno sviluppo delle ricerche nel nostro campo (19). Basta scorrere alcu-
ni titoli, pubblicati fino al 1914: Lantimilitarismo e l'ufficiale italiano, Istituzioni
militari e Paese, Il concetto umanitario e la forza dello Stato, Appunti di filosofia
militare, Il giornale del soldato, La psicologia delle masse nelle guerre moderne,
La sociologia e gli odierni studi dell'ufficiale italiano, Una inchiesta psicologica
sui reduci dalla Libia, e altri centinaia di titoli e di aspetti che sorprendono in una
rivista nata nell'universo militare.
Pur avendo privilegiato la stampa nel mio contributo, a chiusura è doveroso
dare cenni degli altri strumenti di comunicazione utilizzati e che mediano i rapporti
fra Esercito e Paese nel periodo in esame. Sulla fotografia ho già dato alcune notizie.
Un altro strumento che mette in comunicazione militari e civili è rappresen-
tato dalle cartoline reggimentali, o con soggetti militari. Dalla fine dell'Ottocento
alla prima guerra mondiale le piccole stampe sono un vero fenomeno non solo
postale, ma anche mediatico e sociale. I motivi sono diversi. La posta, al tempo, è
l'unico strumento di comunicazione esistente tra la gente; fra i militari, i propri
parenti e gli amici, la cartolina è il mezzo più ben visto, perché è economico, non
richiede grossi impegni nello scrivere (bastano i "saluti e baci, sto bene"), è il più
adatto a mostrare, a propagandare attraverso le iconografie, il proprio status di
militare, il mondo militare e dei militari.
Inizialmente sono gli enti militari a stampare tale tipo di cartoline, per far
conoscere, divulgare, propagandare le proprie tradizioni; che, in definitiva, sono
le tradizioni di tutta la Nazione, poiché parlano di guerre risorgimentali, di Casa
Savoia, di interventi a favore del Paese nelle calamità naturali.
Poi il "fenomeno cartolina" esplode letteralmente sul mercato, a tal punto
che editori privati mettono in produzione cartoline in uniforme che tutti possono
acquistare (quelle degli enti militari vengono vendute soltanto nei circoli e negli
spacci delle caserme), e spedire, non solo ai militari, ma anche all'intero Paese. La
cartolina militare diventa così oggetto di collezionismo e mezzo di comunicazione
sociale: non è raro vedere, ben in mostra nel salotto buono, un album di esse da
mostrare a parenti e amici.
(19) Rimando, per un elenco completo degli articoli pubblicati, ai due numeri unici editi
dalla rivista, uno nel 1906, in occasione del cinquantenario, e uno nel 1976, in occasione del
centenario (la ricorrenza anniversaria tiene conto dei periodi in cui la rivista ha sospeso le pub-
blicazioni); inoltre, pur esulando dall'arco temporale, perché analizza il periodo dal 1945 al
1987, ma di estremo interesse, alla tesi di laurea di Giuseppe Giuliani, Problematiche sociali e
militari nella stampa specializzata delle Forze Armate. La Rivista Militare dal 1945 al 1987,
disponibile presso la Biblioteca Militare Centrale di Roma.

