Page 128 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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                La  guerra  in  Libia  (1911-1912)  porta invece  il  mondo dell'informazione a
           nuove censure ed i militari a nuove scoperte. È infatti durante la spedizione che il
           Comando di Tripoli scopre l'importanza di controllare sistematicamente le corri-
           spondenze di guerra dei giornalisti accreditati, sia per la sicurezza militare sia per
           evitare  che  la  diffusione  di  notizie  legate  a  eventi  luttuosi  e  sanguinosi  possano
           avere riflessi negativi sulla nazione e sugli stessi soldati. Nasce, con questi intenti,
           a Tripoli l'Ufficio Censura.
                La  censura  si  estende  poi  al  telegrafo,  sempre  per  la  pericolosità  che  il
           mezzo  di  comunicazione  veloce  può  rappresentare  nei  confronti della  sicurezza
           delle forze in campo e delle operazioni militari (15).
                Non viene istituito, al  momento, un vero servizio di censura della corrispon-
            denza epistolare,  anche se  in  qualche  modo viene  esercitata la  revisione  occulta
            delle  lettere,  anche di  ufficiali,  ma il  fine  resta  sempre quello di  evitare la  diffu-
           sione di notizie militari (16),  più che quello di monitorare il gradiente o l'avversio-
            ne dei  militari al  conflitto. Fatta eccezione per alcuni malcontenti legati al tratte-
            nimento  in  Libia,  lo spirito  delle  truppe generalmente è  alto,  per la  brevità  del
           conflitto, per la discreta organizzazione logistica, per gli scontri in effetti limitati,
            per  la  lontananza della  guerra  dal  suolo  patrio,  lontananza che  non  fa  correre
            rischi ai propri cari.
                È da  annotare  che  durante  la  guerra  italo-turca  si  registra  un  fenomeno
           completamente  nuovo,  che  in  futuro  avrà  rilevanti  ripercussioni  sullo  spirito
            delle truppe combattenti e nei  rapporti tra Esercito e Paese:  la nascita del "fronte
            interno",  non  ancora  così  definito,  e  che  inconsapevolmente  la  stampa  annota
           con asettici annunci sui giornali, riferendo di  attività di  comitati, di  invii di doni
           alle truppe, di soggiorni messi a disposizione di militari feriti.
                l?attenzione di alcuni strati sociali del Paese verso i militari, in effetti, se non
           è  consistente,  non  è  neanche  episodica  isolata,  sporadica  ed  occasionale;  una
            busta del fondo Libia custodita nell'arcllivio dell'Ufficio Storico dello Stato Mag-
           giore dell'Esercito raccoglie diverse testimonianze su  tale fenomeno (17).
                È una documentazione questa di estremo interesse e di rilevante importanza,
           che segnalo volentieri per ulteriori approfondimenti, poiché toglie il  "primato" al
            mito della  nascita del  fronte  interno durante  la  grande guerra,  tanto sottolineato
            dalla stampa e dalla storiografia.
                l?atteggiamento dei giornali durante la guerra italo-turca è,  in  genere, favo-
            revole  alla  spedizione  e  ai  militari,  nonostante  la  censura delle  corrispondenze;



                (15)  AUSSME, fondo Libia, registro L8, busta 209, relazione sul servizio stampa.
                (16)  AUSSME, fondo Libia,  registro L8, busta 25/2.
                (17)  AUSSME, fondo Libia, registro L8, busta 208.
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