Page 127 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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ESERCITO  E  PAESE  TRA  COMUNICAZIONE  E  SOCIALE                     111


       necessario  l'ammodernamento  dello  strumento  militare  ed  il  completamento
       delle opere a difesa dei  confini della Patria, ma anche perché secondo molti è ora
       di  occuparsi" ... di quell 'innegabile disagio  morale che  risult(a) ò per l'esercito da
       parecchie  cagioni  di  varie  indole,  dovute,  le  une  ali' ambiente,  le  altre  alla  sua
                     .
              ..
       stessa vIta 1I1tenore...  "  (14)  .
            In altre parole, tra la  fine  dell'Ottocento e i primi del  Novecento il  prevale-
       re  delle questioni economiche nel Paese, la  nascente lotta di  classe,  la  necessità di
       porre  rimedi  alla  povertà  dell'Italia  con grandi  opere  pubbliche  e  con  l'amplia-
       mento dei  servizi sociali,  ha  fatto  guardare con scarsa simpatia alle spese  militari
       e le ha ristrette a limiti da sopravvivenza; inoltre, il  diffondersi di sentimenti anti-
       militaristi per l'uso dello strumento militare come mezzo di  repressione, e la con-
       temporanea mancanza di  "fortune" belliche, suscita nelle  masse avversione per le
       istituzioni militari.
            Un  malessere che peraltro  non è causato soltanto da  fattori  esterni all'eserci-
       to, ma dalla sua stessa "vita interiore"; infatti, la stagnante progressione di carriera
       degli  ufficiali,  che costringe di  conseguenza a magri stipendi  (la  progressione della
       carriera  porta all'aumento  cii  grado,  il  solo  parametro  che  fa  aumentare  la  paga
       degli  ufficiali "vertiginosamente"), le condizioni cii  semi-povertà dei sottufficiali, la
       severa e mal interpretata disciplina, hanno provocato uno stato diffuso e preoccu-
       pante di  disagio  economico e  morale  tra i militari,  con  riflessi  negativi,  di  risenti-
       mento, non solo verso il  Paese ma anche all'interno dello stesso ambiente militare.
            È da  dire  che  la  partecipazione  cieli 'informazione  all'istituzione  della  com-
       missione  cI'inchiesta  è  una  delle  rarissime  occasioni,  nella  vita  clella  nazione,  in
       cui la stampa sollecita attenzione verso le forze armate e i suoi uomini.
            Negli stessi anni i giornali e l'informazione scoprono anche l'utilità sociale e
       gli  aspetti umanitari - il  volto umano - dei militari:  il  terremoto calabro-siculo, o
        di  Messina,  del  1908  porta  all'attenzione  del  Paese  gli  ingenti  sforzi  fatti  dalle
        forze  armate per alleviare  le  pene di  intere città distrutte  (83.000 i morti causati
        dal  sisma)  e  per  avviare  in  quelle  stesse  zone  l'opera  cii  ricostruzione.  Non che
        non  vi  siano stati "illustri"  precedenti in  materia, come  l'intervento dell'esercito
        per  il  terremoto  del  1883  che  a  Ischia  distrugge  l'abitato  di  Casamicciola;  né
        mancano  in  seguito,  nei  decenni  a  venire,  altre  disastrose  calamità  naturali  che
        vedono  i militari  impegnati  in  generosissimi  interventi  a  favore  del  Paese.  Ma è
        nel  1908  che  l'intera  Italia  scopre, attraverso  la  stampa,  che  i militari  non sono
       soltanto strumento di  guerra e repressioni, forieri di  dolori e lutti, ma sono anche
        uomini capaci  di  portare sollievo e conforto negli  imprevedibili, rovinosi disastri
        e nelle cocenti disgrazie subìte dalle popolazioni.



            (14)  Commissione  d'inchiesta  per  l'Esercito,  "Relazio1/e",  Tipografia  delle  Mantellate,
        Roma  1908.
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