Page 133 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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ESERCITO  F  PAESE  TRA  COMUNICAZIONE  F  SOCIALE                     117


            Anche  la  cartolina  militare  edita  dagli  editori  privati  racconta,  attraverso  le
       vignette,  la  storia risorgimentale e  dell'unità d'Italia, dando spazio inoltre ai  moti
       insurrezionali, agli eventi  politici, ai  protagonisti della storia. Mostra però, in  par-
       ticolare,  il  mondo  militare  in  quegli  aspetti  poco  aulici  trascurati  dalle  cartoline
       reggimentali: la visita di  leva, la presentazione al  reggimento, il  confezionamento e
       la  distribuzione  del  rancio,  le  faticose  marce,  il  sospirato  congedo.  Aspetti  e
       momenti  messi  alla  berlina con una grafica  leggera  e in  modo ironico, scherzoso,
       ma  forse  proprio  per  questo  meglio  concorrono  alla  formazione  di  una  identità
       nazionale,  perché essi  rappresentano con realismo e aderenza un  servizio militare
       che ha caratteristiche e peculiarità proprie, sconosciute ad altri Stati.
            Usando una comunicazione che diventa un  fabulare  ingigantito dalla memo-
       ria  dei  reduci  e dei congedati, le  cartoline militari sono in grado di  rappresentare
       una  testimonianza  del  vincolo  che  nasce  tra  i  militari  e  la  Nazione,  non  solo
       attraverso le  serie intitolate Ricordi militari, I nostri militari, ma anche attraverso
       la  testimonianza di  un  ignoto "zio Gaetano" che, per inviare i saluti alla nipotina
       Clelia,  non utilizza  una cartolina floreale  o  paesaggistica, com'è d'uso, ma le  spe-
       disce  una  cartolina con  un  soggetto  militare:  con  leggiadria,  la  vignetta  ritrae e
       confonde svolazzi  di  penne di  bersaglieri e alpini  con  quelli  di  altrettante  piume
       di  eleganti cappellini femminili  (20).
            Un  altro, e ultimo strumento utilizzato nella comunicazione tra civili  e mili-
       tari, è il  cinema.  Il  cinema nasce nel  1895; non può testimoniare, né documenta-
       re  per ovvi  motivi le  prime imprese africane,  né  i primi scacchi  subiti nelle  cam-
       pagne coloniali.  Pochi  anni dopo,  però, già  celebra attraverso la fiction  le  guerre
       risorgimentali  e l'unità d'ltalia;infatti,  un  brevissimo  cortometraggio a  soggetto
       "storico" si  direbbe oggi, ritrae la  richiesta di  resa avanzata da un giovane ufficia-
       le  italiano a  un disperato  Kanzler,  comandante delle truppe  pontificie durante la
       presa di  Roma (21).
            È comunque la  guerra italo-turca  del  1911-1912 a  fare  da  banco  di  prova
       alla cinematografia militare;  il  conflitto viene attentamente seguito dalle  macchi-
        ne  da  presa,  per  fornire  ai  pochi  locali  esistenti  in  Italia  e  agli  sparuti  spettatori
       una  informazione continua e  in  "tempi  reali",  eia  cronaca  appunto,  poiché  i  fil-
       mati costituiscono i primi documenti visivi degli  aspetti di un conflitto, alla pari e
        meglio delle cronache giornalistiche.



            (20)  In  materia di  cartoline,  si  veda il  mio Cartolil/e Militari,  Stato Maggiore Esercito  -
        Ufficio Storico,  Roma 1983.
            (21)  Il  cortometraggio  fu  recuperaro  dall'Associazione  "Eserciti  e  Popoli"  e  proiettato,
       durante  la  "2"  Rassegna  Cinematografica  Internazionale" della  cinematografia  militare,  Roma
       2-10 novembre 1991, al  Palazzo delle Esposizioni di  Roma.
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