Page 144 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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          Considerazioni conclusive
              Il  quadro sin qui  delineato ritengo evidenzi in modo completo la  figura  tipi-
          ca  del  personale  affluito  nelle  file  delle  organizzazioni  finanziarie  del  giovane
          Regno d'Italia prima e dopo la  riforma organica del  1907 che portò alla creazione
          della Guardia di Finanza.
              Personale  volontario  di  prevalente  estrazione  meridionale  (5)  più  orientato
          alla  ricerca  di  uno  sbocco  lavorativo  che  spinto  da  motivazioni  di  particolare
          interesse per l'Istituzione.
              Personale  peraltro che sino al  1907, dopo  una  breve e sommaria istruzio-
          ne  presso i "depositi" (6),  completamente inidonei  alla  creazione di  amalgama,
          veniva settorializzato in  isolante località di confine o costiere, in precarie situa-
          zioni  ambientali  e  con  rigidi  impegni  di  servizio  (7)  che  potevano  seriamente
          condizionare l'impatto individuale.
              Malgrado  tali  difficoltà  spesso  radicalizzate  da  episodi  di  diserzione  e  di
          suicidio, pur contando l'organizzazione finanziaria su  controllo prevalentemente
          civile,  nasce  una  prima  intelaiatura  unitaria  con  il  superamento  della  natura
          regionale  in  una  ambientazione  nazionale che  consente  la  realizzazione  di  bril-
          lanti  risultati di  servizio e l'aspirazione al  riconoscimento dalle stesse attribuzio-
          ni e qualifiche delle altre forze di polizia ed in  particolare dei Carabinieri.
              Dopo il  1907 la  Guardia  di  Finanza  entra a  pieno diritto  nella  organizza-
          zione  militare  del  paese  e  la  creazione  delle  specifiche  scuole  consente ad uffi-
          ciali,  sottufficiali  e  finanzieri  un addestramento individuale  e  collettivo di  rilie-
          vo;  in  particolare di  porre in  luce in  misura sempre più  elevata le  peculiari doti
          individuali del finanziere abituato a vivere in piccoli aggregati, a cementare forti
          vincoli di cameratismo con coloro con i quali divide la vita; doti che in servizio,
          svolto prevalentemente in  pattuglie di  due elementi, evidenziano sano spirito di
          iniziativa e decisioni immediate.
              È questo che consente non solo brillanti risultati di servizio ma anche l'interven-
          to in caso di pubbliche calamità o per salvataggi in montagna e in mare
              Sarà questo  spirito  brillantemente evidenziato in ogni tempo, a  far  degni  i
          finanzieri  delle  nobili  parole con le  quali  sono da  sempre  qualificati:  "Fiamme
          gialle  d'Italia,  vedette  insonni  del  confine,  le  più  avanzate,  le  più  sole,  perché
          questo è il comando, il giuramento, il premio".



              (5)  La  prevalenza dei  cognomi, che  riporto in  stretta sintesi,  è di  chiara provenienza cen-
          tro-meridionale e dalle  isole:  "Domineddio, Caruso,  Capone,  Esposito,  Cirillo,  Sassu,  Carmine,
          Carnevali, Lo  Faso,  Bonavolontà, Lentisco, Pastore, Cutugno, Cafiero, Di  Properzio, Trapanese,
          De Luca, Sanna, Cossu". Verso inizio secolo, compare qualche nome trentino, (Farnetti, Baldone,
          Pesavento, Vitalini), unitamente a quelli piemontesi Caligari, Del Fiore, Berini, Corelli.
               (6)  Particolarmente importanti quelli di Verona (Nord) e Maddaloni (Sud).
               (7)  Il turno "notturno" andava dalle 20 alle 4, con ben otto ore continue di servizio.
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