Page 147 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
P. 147

LE  SPESE  MILITARI  NEI  BILANCI  DELCITALIA
                                       (1861-1914)


                                                          EDOARDO  DEL  VECCHIO




             La  conquista  dell'unità  da  parte  dello  stato  italiano  evidenzia  con  estrema
        immediatezza una lunga serie di difficoltà economiche e finanziarie che travaglia-
        no la giovane struttura politica aggravando il  pesante stato di inferiorità del paese
        di fronte ai  rapidi progressi dell'Europa occidentale industrializzata.
             Per superare questa difficile fase  iniziale ed eliminare, o  per lo meno limitare,
        alcune  delle  condizioni  di  arretratezza,  vengono  dunque  affrontate  una  serie  di
        problematiche  le  cui  risoluzioni,  nelle  intenzioni  della  classe  dirigente  italiana,
        dovrebbero traghettare in breve tempo il paese verso un veloce processo di  moder-
        nizzazione  economica  e  istituzionale.  Ma  l'azione  dello  stato  per  promuovere lo
        sviluppo  economico  e  per  coagulare  in  un  unico  organismo gli  stati  preunitari  si
        scontra con la difficile situazione finanziaria del nuovo regno.
             È dunque l'epoca delle scelte che il  pur copioso apporto del capitale stranie-
        ro non riesce ad arginare che parzialmente.
             È anche l'epoca delle rinunce e la  più dolorosa che occorre fare,  si  concen-
        tra nel settore delle spese militari.  Una rinuncia  non priva di  polemiche che dila-
        nia  il  Parlamento  italiano.  Una  rinuncia  determinata  anche  dall'evidenza  che  il
        maggiore passivo del  bilancio della stato deriva  dalle spese belliche sostenute con
        la  prima e la  seconda guerra d'indipendenza.  Una  rinuncia  dolorosa perché non
        era concepibile nell'Europa ottocentesca uno stato moderno, ma privo di adegua-
        ti  mezzi  di  offesa e difesa.  Ma dolorosa anche  perché contrasta con le  principali
        tendenze di  politica  internazionale del  giovane  regno:  equidistanza tra  Francia e
        Austria, scelte pacifiche con entrambe, ma consapevolezza anche che le immedia-
        te finalità di  politica estera sono Roma e Venezia e,  oltre queste, il  completo rag-
        giungimento  dell'unità  nazionale  fino  ai  confini  naturali  delle  Alpi  e  quindi  lo
        scontro con entrambe sarebbe stato alla lunga inevitabile.
             Ma anche esigenze di  politica interna incidono sui  bilanci militari dell'epoca.
        La  lotta al  brigantaggio e la  repressione di  ogni  tentativo di  ingerenza borbonica,
        che  spesso  si  confondono  in  un'unica  tematica,  si  prolungano  per  alcuni  anni  e
        crescono  d'intensità  determinando impreviste  e  pesanti  spese  per un esercito  che
        stanzia  decine  di  migliaia  di  uomini,  in  vaste  e  difficili  terre d'Italia meridionale.
        Inoltre il  processo di  integrazione delle forze  militari preunitarie nelle truppe pie-
        montesi  comporta  molteplici  problemi  che  si  traducono  anch'essi  in  ulteriori
        appesantimenti del bilancio militare.
   142   143   144   145   146   147   148   149   150   151   152