Page 149 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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LE SPESE MILITARI NEI 11ILANCI DELL'ITALIA (I B61-1914) 133
È ora il tempo delle riflessioni. La fine del secolo vede i bilanci militari ridi-
mensionarsi largamente in proporzione inversa all'espansione dei due decenni
precedenti. La siderurgia e la meccanica, come anche l'industria tessile, subiscono
le diminuzioni delle forniture militari e parimenti una sempre più pesante con-
correnza straniera. Le commesse governative decrescono in relazione anche
ali 'allentamento della pressione fiscale, suggerito dalla difficile situazione socio-
economica di una sempre maggiore percentuale di italiani e culminata nei conflit-
ti di fine secolo da Milano alla Sicilia e alla Lunigiana.
Il primo quinquennio dci periodo giolittiano concede alle spese militari cifre
fisse annuali che da un lato non dovrebbero ridimensionare il potenziale militare
dello stato e dall'altro permettono di non appesantire l'esangue bilancio pubblico.
A partire dalla metà del decennio, tuttavia, si assiste ad una ripresa delle
spese militari determinata dal progresso della situazione economica dello stato
italiano e dal miglioramento del livello di vita della popolazione che la crisi del
1907 interrompe solo momentaneamente. Il sempre maggiore assorbimento da
parte dello stato del risparmio privato permette inoltre un controllo più diretto
delle risorse nazionali che in misura crescente sono indirizzate alle spese milita-
ri, anche se gran parte di esse, per evidenti motivi strategici, sono destinate al
bacino del Po e all'area nord-orientale acuendo quel divario economico tra il
Nord del paese che fruisce indirettamente di questi finanziamenti e il Sud che ne
viene emarginato.
La guerra di Libia infine comporta un decisivo ulteriore incremento delle spese
militari che si traducono durante la prima guerra mondiale nell'organizzazione
dell'economia di guerra.

