Page 151 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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FORZE ARMATE E MODERNIZZAZIONE
PRIMA E DOPO eUNIT À
CARLO LACAITA
In questi ultimi decenni gli studi sul processo italiano di modernizzazione
hanno conosciuto un notevole incremento. Altrettanto si può dire per gli studi
riguardanti l'esercito dell'Italia unita, la sua organizzazione e il suo funzionamen-
to. Nonostante ciò, però, non è stato messo a fuoco il rapporto fra modernizza-
zione e forze armate, sebbene esso sia di indubbia importanza per comprendere
l'evoluzione complessiva del nostro paese e, in particolare, alcuni momenti deci-
sivi del difficile passaggio dell'Italia dalla condizione di una società agricola a
quella di una società industriale.
Allo sviluppo di questi studi possono contribuire molto la categoria dell'inter-
dipendenza o della relazione reciproca, e l'approccio multidisciplinare che facendo
convergere competenze e tipi di analisi differenti meglio illuminano gli intrecci che
si stabilirono nei diversi periodi della storia unitaria, specie da quando i cambia-
menti si fecero più accelerati per il ruolo decisivo delle scienze e delle tecniche, sia
nei processi produttivi che nell'organizzazione operativa delle forze armate.
Già prima dell'unità, il tema su cui intendo richiamare l'attenzione cominciò
a porsi nei circoli governativi più attenti ai processi di trasformazione in atto al di
là delle Alpi e della Manica soprattutto.
La diffusione delle nuove macchine in ogni genere di attività operativa,
l'impiego sempre più diffuso del vapore nell'ambito dei trasporti terrestri come
di quelli marittimi, lo sviluppo delle conoscenze e delle applicazioni chimiche,
l'uso di nuovi congegni e sistemi nel campo delle costruzioni, avevano tali e tante
ricadute in campo militare da indurre gli Stati della penisola a una serie di cam-
biamenti, nonostante la diffidenza profonda che per questi pure nutrivano.
Così, mentre si mantenevano restrizioni di vario genere, si cominciò da parte
dei governi preunitari ad acquisire, per un verso, le nuove tecnologie applicabili in
campo militare, e ad accrescere, per l'altro, le conoscenze richieste dall'utilizzazione
delle stesse tecnologie.
Quando a metà degli anni Trenta, Carlo Alberto mandò, in vari paesi euro-
pei l'ingegnere Carlo Bernardo Mosca, lo fece appunto nel quadro di un indiriz-
zo riformatore che si proponeva di adeguare le strutture amministrative, tecniche
e militari del Regno ai cambiamenti di cui sopra.
Dopo aver assolto il suo compito, muovendosi in Francia, in Gran Bretagna,
in Svizzera, e visitando fabbriche, cantieri, realizzazioni di vario genere, l'ingegnere

