Page 188 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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172 LORELLA CEDRONI
La letteratura sull'argomento conosce in questo periodo una certa espansione
a livello nazionale e soprattutto internazionale come testimonia la presenza di
numerosi volumi rinvenuti nella biblioteca ginevrina di Guglielmo Ferrero (24). Si
pensi ad esempio all'opera di Filippo Zevi, La guerra in Italia dal 1742 al 1815
storia degli avvenimenti militari della penisola compilata con nuovi documenti e
nuove ricerche, (Roma, Tip. C. Voghera, 1887); a quella del barone de Jomini, Pré-
cis de l'art de la guerre, Paris, L. Baudoin, 1894; di Colmar Goltz, La nazione
armata, Roma, E. Voghera, 1898 (25); del capitano Jibé, L'armée nouvelle, ce
qu'elle pense, ce qu'elle veut, Paris, Plon-Nourrit, 1905 e di Friedrich von Bernhar-
di, La guerre d'aujourd'hui (nella trad. dal tedesco di M. Etard, Paris, 1913).
Di sicuro interesse sono le conferenze del colonnello de Grandmaison, Deux
conférences faites aux officiers de l'Etat-major de l'armée, febbraio 1911, Paris,
Berger-Levrault, 1912 e quelle fatte alla SCllola superiore di guerra a Parigi da F.
Foch nel 1900, Des principes de la guerre; si vedano inoltre, per quanto riguarda
la strategia militare, le memorie del generale M. Marbot, (Paris 1891), quelle del
maresciallo Helmut Moltke sulla guerra del 1870 (nell'edizione francese del
1896); di A. de Sodenstern sulla battaglia di Bergen del 13 aprile 1759 (Blois
1906), e i rapporti militari del barone E. De Stoffel Scritti di Berlino 1866-1870,
(Paris 1871). Da segnalare sono gli scritti di von Clausewitz sulla campagna d'Ita-
lia del 1796, quella di Francia del 1815 e sulla catastrofe prussiana del 1806.
Questi studi e molti altri presenti nella biblioteca fiorentina testimoniano un
interesse non episodico né occasionai e di Ferrero soprattutto se si pensa alla sua
futura attività di docente di Storia militare e di Storia contemporanea rispettiva-
mente presso l'Institut de Hautes Etudes e l'Università di Ginevra.
3. Verso la guerra europea
Per quanto riguarda l'intervento italiano in guerra, termine ad quem di que-
sto convegno, la letteratura sull'argomento è molto vasta. Sappiamo che la posi-
zione di Ferrero è dapprima contraria all'intervento dell'Italia e successivamente
favorevole, senza tuttavia abbandonare il suo atteggiamento critico nei confronti
di qualsiasi risoluzione bellica delle controversie internazionali (26).
(24) Per l'elenco completo dei volumi si rimanda a T. Dell'Era, La biblioteca ginevrina
di Guglielmo Ferrero. Ricognizione bibliografica, cito
(25) Il cui sottotitolo è: Libro sull'organizzazione degli eserciti e la condotta della guerra
dei tempi nostri, nella trad. italiana fatta da Pasquale Meomartini, libro al quale certamente
Ferrero si era ispirato per le sue conferenze sul militarislllo.
(26) Sull'opportunità dell'entrata in guerra si vedano: Verso l'ignoto, "II Secolo" 4 agosto
1914; Chi ha voluto la guerra, "II Secolo" 8 agosto 1914; DOIJO un mese di guerra, "II Secolo"
3 settembre 1914; Tra il sÌ e il 110, "II Secolo" 16 ottobre 1914.

