Page 189 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
P. 189
C;U(;(.(FLMO ('('RRERO E LA LETTERATURA !vlll.lTARE 173
Fin dall'inizio della guerra emergerà in Ferrero la convinzione del carattere
epocale cii quell'evento. La "gl1t:rra europea" - così verrà definita la grande guer-
ra - era un fenomeno nuovo, derivato dallo squilibrio politico tra le nazioni
curopee soprattutto tra Francia, Inghilterra e Germania. Ferrero adopera
l'espressione "moclerna guerra europea" per indicare la perclita ciel senso delle
proporzioni ciel conflitto, fino a stigmatizzarla come "guerra iperbolica" (27);
ossia di una guerra totale tra popoli mossi dalla convinzione "mistica di seguire la
più giusta clelle cause contro la più infame delle aggressioni". La guerra europea è
il segno clella crisi cii una civiltà in rovina, scriverà nella Prefazione a La guerra
europea ''1. .. 1 questa guerra non è una guerra come tante altre ce ne sono state
nel mondo; ma come la Rivoluzione francese è la crisi di una civiltà da cui nessu-
na cosa si salva e che per ora prende forma e aspetto di guerra" (2X).
Per di più la guerra non genera alcuna aristocrazia culturale e neppure poli-
tica, può solo favorire la formazione di 1110vimenti culturali di massa.
Come ha ben specificato Niccolò Zapponi in uno studio sulla cultura italiana
dal 1870 al 1960: "la convergenza cii aspirazioni fra alcune é/ites intellettuali e la
collettività di fronte alla guerra, costituiva - come ha ben specificato - un fenome-
no apparente: le istanze della cultura e quelle clelia società rcstavano separate" (2<)).
(27) L'appellativo viene mutuato dal lessico cartesiano della Riforma e curiosamente
assegnato da Ferrera dapprima ai tedeschi e in llll secondo momento alla guerra: "Erasmo di
Rotterdam chiamava Lutero 'il dOltore iperbolico'. Noi potremmo chiamare la Germania 'la
nazione iperbolica'. Trascinata da una specie di sregolato vigore, troppo spesso essa eccede al
di là di quella che agli altri popoli pare la giusta misura; scambia quel che è colossale e gigante-
sco per grande; tenta impossibili imprese, si diletta di andar contra la modesta e consueta
ragione delle cose; e massima da un secolo a questa parte si vanta di esagerare tutti i principi di
civiltà che i nostri tempi vanno via via creando, anche a rischio di ll1utarli come più di una
volta è successo in tormenti e in pericoli, in 'La guerra europea' cit., p. 125. In una lettera di
rcrrero (inedita) del 1932 indirizzata alla sua traduttrice inglese, si legge: "La parola hyperboli-
que in francese ha due significati: è l'aggettivo matematico che corrisponde alla parola inglese
iperbole, (hyperl}()/ic). Ed è nel tempo stesso l'aggettivo che corrisponde alla parola inglese
hyperbo/e, il cui aggettivo è hyperbolica/. Mi pare quindi che deve essere tradotto: 'The hyfJer-
bolical war'. Si chiama iperbole in italiano come in francese, una figura retorica che esagera:
iperbolico applicato alla guerra significa una guerra di proporzioni straordinarie" (in Archivio
privato di famiglia).
(28) G. Ferrero, La gllerra ellropea, Milano, Ravà c., 1915.
(29) N. Zapponi, I mi/ i e le ideologie. S/()ria del/a wl/lira italiana 1870-/960, Napoli,
Edizioni Scientifiche italiane, 19R I, p. 104.

