Page 193 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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SIGNIFICATO  E  NATURA  DELL'ESERCITO  COLONIALE




                                                                   ORESTE  BOVIO




            Per  costituire  dal  nulla  un  esercito  coloniale  non  è  sufficiente  un  generale
        intelligente e fattivo, coadiuvato da un nucleo di  collaboratori preparati ed affida-
        bili.  Occorrono  molti  altri  fattori,  tutti  necessari:  direttive  chiare  e  costanti  da
        parte del  Governo circa  i compiti che il  costituendo esercito dovrà assolvere;  ade-
        guate  e  continue  disponibi I i tà  finanziarie;  buona  conoscenza  della  lingua,  dei
        costumi, degli usi e della  religione degli  indigeni che si  vogliono incorporare; infi-
        ne  un  congruo  lasso  di  tempo  per  istruire  truppe  e  quadri  e  per  amalgamare  il
        complesso prima di impiegarlo sul  terreno.
            Quando il  colonnello 'E1l1credi  Saletta  sbarcò  a  Massaua,  5  febbraio  1885,
        nessuna  delle  condizioni  suddette  era  attuata  o  in  via  di  attuazione.  Persino
        l'uniforme da  indossare  in  un  ambiente  climatico  cosÌ  diverso  da  quello  italiano
        fu  stabilita  dopo  lo  sbarco.  Il  31  luglio  1885  il  ministro  della  Guerra  decideva
        finalmente  che  le  truppe  nazionali  in  Africa  adottassero  una  speciale  uniforme:
        casco, giubba e pantaloni di  tela bianca!
             Il  governo  italiano,  spinto  all'impresa  coloniale  senza  una  chiara  visione
        strategica, ma soltanto dal  timore di  essere altrimenti  escluso  dalla grande politi-
        ca internazionale e di  dover rinunciare a qualsiasi  aspirazione per l'avvenire,  non
        seppe  elaborare  una  politica  coloniale  coerente,  determinando  una situazione di
        incertezza e  di  precarietà  che  non  consentiva  al  comandante  in  posto  di  seguire
        una linea di  condotta univoca e costante.
             La  politica  italiana  oscillò  sempre tra  il  programma economicamente vastissi-
        mo, militarmente ridotto ma  concreto e sicuro, patrocinato dal generale Baldissera:
        occupazione  progressiva  dell'Abissinia  partendo  dal  Tigrè,  per  offrire  le  maggiori
        possibilità alla colonizzazione italiana, operazione da condursi prevalentemente con
        l'aiuto  dei  capi  indigeni,  sempre  in  lotta  tra  di  loro  e  riluttanti  all'autorità
        dell'imperatore,  ed il  programma  suggerito  dal  diplomatico  Antonelli,  imperniato
        sull'alleanza con Menelik, re  dello Scioa, che una  volta divenuto imperatore avreb-
        be  acconsentito  ad  accettare  il  protettorato  italiano  (Il.  Non  mancava, inoltre,  un



             (1)  L'Etiopia comprendeva quattro regioni  storiche principali:  a nord il  Tigrè con capita-
        le  Adua, al  centro l'Amhara con capitale Gondar, a sud-est lo Scioa con capitale Entotto, a sud-
        ovest il  Goggiam con capitale Debra Marcos.
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