Page 175 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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LA  QUARTA  FORZA ARMATA  DI  MUSSOLINI:  LA  MILIZIA VOLONTARIA  DI  SICUREZZA NAZIONALE   155


         3.  eefficacia:  armi  e caserme
             Riferito delle precarie condizioni economiche del  corpo, è molto difficile  stabi-
         lire quante anni avesse la MVSN. Secondo Alberto Aquarone praticamente nessuna:

         "La milizia contava su  parecchie centinaia di  migliaia di  camicie nere, regolar-
         mente armate  [ ... ]  quando però si  trattava di  fare  il  censimento delle  baionet-
         te  su  cui  poteva contare il  fascismo,  delle  baionette sue, era come se  la milizia
         non fosse  esistita. A quasi dieci anni dalla sua fondazione,  essa non era che un
         dispendioso pleonasmo" (148).

             Secondo  Giorgio  Rochat  nel  1925  i  fucili  posseduti  dalla  milizia  non  erano
         più di  50.000 le  mitragliatrici 250, le  autoblindo  11  e i cannoni da montagna 4;
         quando,  in  piena  crisi  Matteotti,  nel  giugno  1924 Mussolini  mobilitò  6  legioni,
         fu  l'esercito a consegnare alla milizia circa  100.000 fucili (149).
             Per gli anni successivi, due relazioni di comandanti generali della milizia for-
         niscono dati preziosi relativi alle armi possedute dalla MVSN.  Dalla relazione di
         Bazan al  Gran Consiglio nel 1928 si  evince che il corpo aveva  11  autoblindo,  10
         cannoni da montagna, 744 mitragliatrici, 252.902 tra fucili  e moschetti,  16.313
         pistole Beretta 7,65. Nelle stesse pagine il comandante della milizia avvertiva che
         sarebbero stati ancora necessari  40.000 fucili  per armare tutti gli  appartenenti e
         che era in  atto  una discussione  con  il  Ministero della  Guerra per definire  a chi
         attribuire la  spesa di  trasformazione dei  fucili  in moschetti (150).
             Nel  1939, secondo Luigi  Russo,  il  parco armi della MVSN era aumentato di:
         2 mortai d'assalto Brixia modo  35 da 45, 152.447 fucili  91  modificati, 2.381 fuci-
         li  mitragliatori Breda 30, 4  mitragliatrici Breda 37 cal.  8, 390 pistole automatiche
         modo  34 (151).
             Dunque non si può sostenere che le camicie nere fossero ricche di armi. È inol-
         tre necessario considerare alcuni fattori.  Primo, queste armi avrebbero dovuto es-
         sere custodite nelle caserme della milizia, che però erano pochissime, nessuna fino
         al  1927, quando fu  inaugurata la  prima  (nel  1928 se  ne  stavano costruendo altre
         quattro); quindi per la maggior parte si  trovavano presso le caserme dei carabinieri



             (148)  A.  Aquarone,  L'organizzaziolle  dello  stato  totalitario,  Einaudi,  Torino,  1965 2 ,
         p.250.
             (149)  G.  Rochat, L'esercito italiano da Vittorio Veneto a Mussolini, cit., p.  429 e p. 442.
         Secondo  Ilari  invece  le  camicie  nere  avevano  anche  400  mitragliatrici.  V.  Ilari  - A.  Sema,
         Marte  in  orbace,  cit.,  p.  294.
             (150)  E.  Bazan, M.V.S.N.,  cit.,  p.  13.
             (151)  Relazione Russo,  cit.,  p.  lO.
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