Page 173 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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LA QUARTA FORZA ARMATA DI MUSSOLlNI: LA MILIZIA VOLONTARIA DI SICUREZZA NAZIO~ALE 153
ufficiali, 676, contava su 5.350 sottufficiali e 20.454 guardie (141). Nel 1924 per-
cepivano quindi uno stipendio fisso dalla milizia 1.308 iscritti su circa 300.000,
cioè meno dello 0,5% del totale. La gran parte degli iscritti ricevevano speciali
indennità solo nel caso in cui fossero richiamati in servizio e prestassero servizio
fuori del comune di residenza dei reparti; queste indennità venivano corrisposte a
titolo di rimborso spese. Non era percepita alcuna retribuzione per il periodo di
istruzione che non comportasse pasti o pernottamento fuori dalla residenza (142).
Ufficiali e camicie nere mobilitate per campagne militari guadagnavano un so-
prassoldo. Probabilmente i malumori dell'esercito erano dovuti proprio a questo
soprassoldo, ma è una questione ancora da verificare (143). Oltre alla retribuzione
o al rimborso spese quando chiamati dal corpo, tutti gli iscritti godevano di al-
cune agevolazioni. La più importante era l'assistenza sanitaria gratuita e capillare
(141) L'esercito, esclusi i carabinieri, aveva 21.474 ufficiali e 1.033 sottufficiali. I cara-
binieri erano 8.021 ufficiali, 12.408 sottufficiali e 44.261 appuntati e allievi. Af am, n. 8850,
Situatioll llumérique des !Jersonnels de l'Armée, de la Marine, de l'Aéronautique et des autres
corps armés de l'État en Italie, à la date du ]"' Octobre 1924. SHAT, 7-N-2901.
(142) Le chiamate in tempo di pace potevano avvenire per ordine pubblico, pubbliche
calamità, istruzione o riviste c parate. Le chiamate in servizio erano considerate a tutti gli ef-
fctti come richiami in servizio militare e quindi garantivano il mantenimento del posto di la-
voro nel pubblico e nel privato, anche se non a tutte le chiamate cra obbligatorio risponderc
D.L. 20 agosto 1923 n. 1880.
(143) Ad esempio, qucstc sono le cifrc assegnate alle camicie ncrc chc erano mobilita-
te in Libia. Nel 1923 le camicie nerc semplici che commutavano la loro pcrmancnza in Li-
bia in scrvizio di leva riccvcvano 0,40 Iirc al giorno, gli anziani prendevano 2 lirc; pcr tutti
c'crano 2 lirc di indennità; in caso di raffcrma soldo e indennità crano aumentate scnsibil-
mcntc; nel 1925 la paga veniva aumcntata a 5,25 lirc pcr tutti indistintamente. I sottuffi-
ciali guadagnavano da 8 a 11 lire giornaliere più 5,15 di indcnnità giornaliera e da 240 a
360 di indennità annua. A tutta la truppa spettava poi un prcmio di arruolamento pagato
metà all'incorporamcnto e mctà al rimpatrio: talc premio variava dalle 1.300 lire pcr chi
avcssc preso partc per a1meno tre anni alla guerra mondiale o a quella libica, alle 250 per
chi non aveva mai prestato il servizio militare. In un anno il guadagno di un milite sempli-
ce variava quindi da un minimo di 1.126 lire ad un massimo di 2.760 lire per un veterano
rimasto senza gl'adi. L'ufficiale guadagnava molto di più: allo stipendio aggiungeva il sup-
plemento servizio attivo, e varie indennità: coloniale, di equipaggiamento, caro viveri. Lo
stipendio di un capomanipolo (in genere sottotenente o tenente) era di 20.525 lire, quello
di un console (colonnello) di 38.990 lire, esclusi caro viveri e altre indennità. L'indennità
giornaliera di operazioni era di 50 centesimi per la camicia nera, 2 lire per i sottufficiali e
da 6 a 12 lire per gli ufficiali. D.L. 27 aprile 1924 (le prime tre legioni erano sbarcate sul-
le coste della Libia nel settembre dell'anno prima!), D.L. 1 maggio 1924 n. 1166; in forma
discorsiva in V. Verné, Le camicie nere in Libia, Roma, Provveditorato generale dello stato
- libreria, 1927, p. 21 e ss.

