Page 172 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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              Un confronto con gli stipendi dell'esercito non è facile perché conosciamo per
           ora solo le  paghe  degli  ufficiali  nel  1923 (138)  e  purtroppo non conosciamo l'in-
          dennità militare goduta dagli  ufficiali della milizia  nel  1923, ma, anche calcolan-
          dola con le somme del  1931, le differenze a favore dell'esercito appaiono evidenti
          e tendono ad aumentare man mano che si  sale la scala gerarchica:  9.420 lire net-
          te  per un sottotenente nel  1923  e  8.250  per  il  suo  corrispondente  nella  milizia
           (denominato capomanipolo)  nel  1931;  14.580 per un  capitano e  11.200 per un
          centurione;  20.400  per  un  colonnello  e  17.016  per  un  console;  30.960  per  un
          generale di  divisione e 21.896 per un luogotenente generale(139).

              Contrariamente alle altre forze armate, erano in servizio permanente effetti-
           vo soprattutto gli ufficiali, perché gli unici reparti costantemente in funzione era-
           no  i  comandi  (oltre  al  comando  generale,  quelli  di  zona  e  di  legione).  Il  1 0
           ottobre 1924 erano in servizio permanente 673 ufficiali (circa 700 nel 1927, 1089
           nel  1930, 1.728  nel  1939 (140)),  283  sottufficiali e 352 camicie nere, mentre, ad
           esempio, il  corpo della Guardia di  Finanza, che aveva  quasi lo stesso  numero di



              (138)  Un  sottotenente di  prima  nomina  percepiva 8.700 lire annue lorde,  pari  a 785  li-
           re  mensili  nette  comprensive  di  caro-viveri;  un  capitano  14.920  - 1.215;  un  colonnello
           23.140-1.700; un generale di  divisione 34.500 - 2.580; un generale d'esercito 58.000-4.230.
           G.  Rochat, L'esercito italiano da  Vittorio Veneto  a Mussolini,  cit.,  p.  475-477.
              (139)  Nell'aprile  1940  una  camicia  nera  celibe  in  servizio  permanente  effettivo  nor-
           malmente  prendeva 406  lire  per  un  mese  di  30 giorni,  un  sottufficiale  da  515  a 759  a  se-
           conda del grado, mentre un sottocapomanipolo celibe non in servizio collettivo continuativo
           prendeva  1.002 lire  nette al  mese,  un capomanipolo  1.175, un centurione  1.518, un  senio-
           re  1.807, un  primo seniore 2.148, un console 2.526, un  console generale 3.098, un  luogo-
           tenente generale 3.788; se  coniugati il  soldo aumentava di  25  lire  per la camicia nera, da 34
           a  51  per  i sottufficiali  e  30  lire  circa  per gli  ufficiali.  D.L.  15  marzo  1923  n.  967;  D.L.  4
           maggio  1925  n.  1.077;  D.L.  16  aprile  1940  n.  237;  V.  Verné,  Quello che  deve  conoscere
           ogni Camicia Nera,  cit., p.  51-55; Prontuario degli assegni ed altre competenze dovute al per-
           sonale della'Milizia dallO aprile  1940, Tipografia MVSN,  Roma,  1940.
              Particolarmente  evidente  la  differenza  di  compenso  tra  la  camicia  nera semplice  e il  sot-
           tufficiale  al  massimo  della carriera, che guadagna quasi  il  doppio.  Il  sottocapomanipolo, spes-
           so  un  ragazzino  che  poteva  non  aver  ancora  svolto  il  servizio  militare,  otteneva  una  somma
           molto più  alta  rispetto  ad  un sottufficiale  anziano. Tra gli  ufficiali,  un  generale guadagnava  il
           doppio rispetto  ad  un  centurione  (capitano)  e consistentemente di  più  rispetto  ad  un  console
           (colonnello); anche gli  aumenti ottenuti nel  corso degli  anni  sono percentualmente più  pesan-
           ti  per i gradi superiori. La scelta  politica di  favorire  nettamente la classe degli  ufficiali  e tra es-
           si,  quelli  più  alti  in grado,  è analoga a quella compiuta  per  i militari delle  altre  forze  armate.
           Per l'analisi di  questi dati  rinviamo agli studi già citati di  Giorgio  Rochat.
              (140)  V.  Verné,  Quello che  deve  conoscere  ogni  Camicia  Nera,  cit.,  p.  49.  V.  Verné,
           M.V.S.N.,  cit., p.  61. Relazione Russo, cit., p.  11.
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