Page 167 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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LA QUARTA  FORZA ARMATA  DI  MUSSOLINI:  LA  MILiZIA VOLONTARIA  DI  SICUREZZA NAZIONALE   147


            Sempre il servizio informazioni francese, ma con un altro informatore, con-
         ta al 27 luglio 1939721.903 uomini, di cui 548.017 nella milizia ordinaria (117).
         Tuttavia, pochi mesi  dopo, nel  novembre dello stesso anno, nella relazione che
         concludeva il  periodo di comando dello stato maggiore della milizia da parte di
         Luigi  Russo(118),  che  veniva  sostituito  da  Achille  Starace(119),  troviamo l'indi-
         cazione di 641.465 effettivi, di cui 456.123 nei ruoli di quella ordinaria; 9.527
         ufficiali e 298.010 uomini di  truppa erano inquadrati nelle unità di guerra (120).
         Questa è anche l'ultima stima numerica di  cui  disponiamo prima dell'entrata in
         guerra dell'Italia.
            Da  questi  dati  possiamo  trarre  alcune  considerazioni.  I  primi militi,  quelli
         del  1923, dovrebbero  provenire dalle  file  dello squadrismo fascista  e  naziona-
         lista. Tuttavia, se consideriamo che le resistenze dei vecchi squadristi furono più
         forti  proprio nei  territori dove più  era radicato il fascismo  e  quindi  dove i ras
         godevano  di  maggior  autonomia, il  numero di  coloro che entrarono immedia-
         tamente nella MVSN è sorprendentemente alto. Si  può quindi ipotizzare che un
         buon numero di  militi della prima ora fossero persone che "saltarono sul carro
         del vincitore" e quindi non erano state squadriste.
             Nel 1924 l' "ingranamento" e soprattutto l'eco suscitata dal delitto Matteotti,
         ridussero  di  oltre  un  terzo  gli  effettivi.  In  seguito,  una  crescita  costante  degli
         iscritti  ~i  ebbe soltanto grazie  alla  "leva  fascista",  con cui  i giovani  fascisti  ve-
         nivano automaticamente iscritti sia al partito sia al  suo bra}:cio armato. La con-
         seguenza di questo automatismo è che il corpo perde la sua caratteristica di élite
         politica del regime.

             Queste considerazioni sembrerebbero confermare la  tesi  secondo cui le ca-
         micie  nere  durante  il regime  non  erano  politicamente  connotate,  tesi  cara  ad



             (117)  S.E.A.,  N.  1861/A, Renseignement Italie,  Alger,  27 luglio  1939. SHAT, 7N/2929.
             (118)  Luigi  Russo  fu  capo di  stato maggiore facente  le  funzioni  di  comandante generale,
         che era Mussolini, dal 3 ottobre 1935 al  3 novembre 1939. SostituÌ Attilio Teruzzi e venne so-
         stituito da Achille  Starace.  Prima di essere chiamato a dirigere la  milizia era prefetto di Forlì.
             (119)  Achille Starace, pugliese, termina la Grande Guerra con il grado di capitano dei ber-
         saglieri e alcune medaglie al valore. Vice segretario del PNF nel 1921, ha un ruolo di primo pia-
        I  no durante la marcia su Roma. Nel  1923 viene inviato a Trieste come comandante locale della
         MVSN.  Eletto deputato nel  listone alle elezioni del  1924, è prima ispettore e poi  nuovamente
         vice segretario  del  PNF,  di  cui  nel  1931  sarà  segretario  nazionale.  Mantiene  l'incarico  fino
         all'ottobre  del  1939,  quando  viene  destinato  al  comando  dello  stato maggiore  della  MVSN.
         Dopo essere stato inviato al fronte albanese, viene sostituito da Enzo Galbiati. Il 28 aprile 1945
         viene  riconosciuto a Milano e fucilato  da alcuni  partigiani.
             (120)  M.V.S.N. daI3/1O/1935-XIlI aI3/11/1939-XVIII, firmato L. Russo. Da qui il documento
         sarà indicato come Relazione Russo. ACS,  SPD, co, b.  848, f.  500.020/1.
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