Page 163 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
P. 163

LA  QUARTA  FORZA ARMATA  DI MUSSOLlNI:  LA  MILIZIA VOLONTARIA  DI SICUREZZA NAZIONALE   143

         della milizia ordinaria o anche quelle delle milizie speciali. La tabella n.  1, con-
        tenuta negli  allegati al  saggio, indica il  numero degli iscritti  dal  1923 al  1939.
            Più fonti concordano nello stimare circa 200.000 iscritti già nel 1923; nell'ago-
         sto dello stesso anno si contavano 189.852 iscritti divisi in 159 legioni (103).  L'ad-
         detto militare francese, che si basa sulla documentazione pubblicata sui periodici
         italiani, indicò poi 300.000 iscritti  il  9 marzo  1924(104),  poco prima della rior-
         ganizzazione, denominata "ingranamento", che avrebbe dovuto ridurre il nume-
         ro delle legioni a 95 e porre alcune condizioni per l'accesso ai gradi degli ufficiali (105).
         "L'ingranamento", concessione di  Mussolini agli  alleati politici e all'esercito du-
         rante la grave crisi succeduta al  delitto Matteotti, rimase in gran parte inattuato
         perché dopo il  gennaio  1925 Mussolini aveva superato la crisi.  Come già  visto,
         della  riforma  della  milizia  furono  attuate le  norme  che  favorivano  il  fascismo,
         non quelle che ponevano precisi vincoli alla milizia.

            Nel 1925 il vicecapo di stato maggiore della milizia, Vittorio Verné (106),
         indicava  189.683  effettivi  di  primo  bando,  divisi  in  129  legioni  e  494



            (103)  F.S.  Giammichelele,  Manuale  della  Milizia  Volontaria  per la  Sicurezza  Nazionale,
         con prefazione di S.E. l'On. Acerbo, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Luo-
         gotenente generale della Mìlìzia Volontaria,  Roma, Stabilimento  poligrafico per l'amministra-
         zione della guerra,  1923, p.  191. Secondo il  primo comandante della MVSN, Emilio De Bono,
         16.746 militi  parteciparono alla  prima apparizione in pubblico, a  Roma il  21  aprile del  1923,
         a  79  giorni  dall'istituzione  E.  De  Bono,  Origini  della  Milizia  e suoi primi ordinamenti,  in Le
         Forze  Armate dell'Italia  fascista,  studi  e  documenti  raccolti  da Tomaso  Sillani,  prefazione  di
         Pietro Badoglio,  La  Rassegna  Italiana,  Roma,  1939, p.  289.
            (104)  Ambassade de France en Italie, l'attaché militaire [da qui AF,  ~m], Note au sujet de
         la  mobilisation de  la  Milice  Volontaire  pour la  sftreté natiol/ale,  n.  7473/A,  Roma,  17 luglio
         1923. SHAT, 7  N/2901.
            (105)  L' "ingranamento" era frutto di  una discussione sui compiti e le  caratteristiche del-
         la  milizia durata mesi. Nel luglio  1923 una proposta di  De  Bono, comandante della milizia,  fu
         bocciata dal  Gran Consiglio perché tendente a limitarne il  carattere politico. Per gli stessi  mo-
         tivi  nel gennaio 1924 venne bocciato un piano presentato dallo stato maggiore dell'esercito. La
         discussione sui  giornali  dell'epoca è stata studiata da  Rochat in G.  Rodlat, L'esercito italiano
         da  Vittorio Veneto a Mussolini,  cit., p.  226-248.
            (106)  Vittorio Verné, nato a  Roma nel  1883; studia all'Accademia di  Modena e alla Scuola
         di  Guerra di  Torino. Capitano nel  1914, termina la  Grande Guerra con  il  grado di  tenente co-
         lonnello e capo di  stato maggiore della soa divisione.  Dopo aver partecipato alla  marcia su  Ro-
         ma,  è chiamato nella milizia da De  Bono come vice capo di  stato maggiore.  Comanda le  legioni
         delle camicie nere in Libia, la prima campagna militare in cui  partecipa la MVSN. Tornato in Ita-
         lia  è comandante di varie zone della milizia.  In  Etiopia è prima vicecomandante della 6 a  divisio-
         ne  cC.nn.  "Tevere", di  cui  comanda la  colonna autocarrata che  conquista  Harrar,  poi  partecipa
         alle  operazioni  di  grande  polizia  coloniale  come comandante della sa  divisione  cC.nn.  "lO  feb-
         braio". Muore per malattia nei pressi  di  Adi  Ugri  nel  1937. Verné pubblica numerose opere sul-
         la  milizia e sulla difesa antiaerei; un suo volume Per le camicie nere in Africa Orientale fu  ritirato
         dal commercio per ordine di Mussolini poiché spaventava i militi là destinati.
   158   159   160   161   162   163   164   165   166   167   168