Page 164 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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coorti (107). Non abbiamo dati per il 1926, mentre per il 1927 il capo di stato
maggiore della MVSN, Enrico Bazan (108), ha dichiarato 8074 ufficiali e 251.378
tra militi e capisquadra (sottufficiali) (109). Questa stima si concilia con quella for-
nita da Vittorio Verné, che ha scritto di 220.000 uomini divisi in 130 legioni al
1 febbraio 1927 (11 O) perché nello stesso 1927 venne istituita la "leva fascista";
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tutti gli avanguardisti che compivano il diciottesimo anno di età entravano a fa-
re parte sia del PNF sia della MVSN (111). Di conseguenza, a partire dal 1927 le
fila della milizia si ingrossavano notevolmente ogni anno, con una interruzione
dal 1930 al 1932 in quanto nel 1930 vennero istituiti i Fasci Giovanili di Com-
battimento; dopo tale data i giovani potevano entrare nella milizia quando ave-
vano compiuto venti anni e terminato l'istruzione premilitare oppure a ventuno,
al momento di entrare nel partito. Nel 1928 si registrò un aumento di 40.000
unità in otto mesi (112); ilIo luglio 1928 gli ufficiali erano 11.195 e le camicie nere
289.090 (gli ufficiali nei ruoli speciali o fuori quadro 13 .231). l?aumento avvenne
(107) La prima zona, Piemonte, contava 16.269 camicie nere divise in 11 legioni e 45 coor-
ti; la seconda, Lombardia, 24.985 (16 legioni e 65 coorti); la terza, Liguria, 6.852 (4, 17); la
quarta, Venezia Tridentina e parte del Veneto (province di Trento, Vicenza, Belluno e Verona,
dove era la sede) 6.038 (5, 17); la quinta, Veneto, 9.150 (6, 23); la sesta, Venezia Giulia, 7.507
(6,21); la settima, Emilia, 19.475 (15,54); l'ottava, Toscana, 19.148 (12,57); la nona, Mar-
che e Umbria, 10.796 (8, 27); la decima, provincia di Roma, 10.099 (7, 29); l'undicesima,
Abruzzo Molise e parte del Lazio, 12.862 (8, 23); la dodicesima, Campania, 9.810 (9, 27); la
tredicesima, Puglie, 10.725 (5,26); la quattordicesima, Sicilia, 10.233 (7,27); la quindicesima,
Sardegna, 8.004 (7, 22), infine il Gruppo Calabria 7.730 (3, 14). V. Verné, La milizia volonta-
ria per la sicurezza nazionale, Maglione e Strini succo Loescher, Roma 1925, p. 19.
(l08) Enrico Bazan, siciliano, ufficiale d'artiglieria, insegna prima alla R. Accademia e poi
alla Scuola di Guerra di Torino dal 1899 al 1915, pubblicando numerosi studi. Termina la
Grande Guerra con il grado di generale di divisione, ma si ritrova nei ruoli p.a.s.; è chiamato
nella MVSN da Asclepia Gandolfo, che lo aveva conosciuto al comando dell'VIII corpo d'ar-
mata durante la battaglia del Piave del giugno 1918. Gandolfo lo nomina suo capo di stato
maggiore, carica che gli viene riconfermata dai successori di Gandolfo: Maurizio Gonzaga e,
dal 1926, Mussolini. Bazan ricopre quindi le funzioni di comandante dal 1926 alle dimissioni
"per motivi di salute" del dicembre 1928. È nominato senatore.
(109) E. Bazan, M.V.S.N., Quaderni di "Milizia Fascista", Roma, s.d. [1928], p. 11.
(110) V. Verné, Quello che deve conoscere ogni Camicia Nera, Libreria del Littorio, Roma,
s.a. [1927], p. 52.
(111) Deliberazione del Gran Consiglio del6 gennaio 1927. Stabiliva la chiusura delle iscri-
zioni al partito, alimentato solo dai giovani che, compiuti i diciotto anni, provenissero dalle or-
ganizzazioni giovanili fasciste. Ogni anno il21 aprile, Natale di Roma, questi giovani prestavano
giuramento cd entravano nello stesso tempo nel PNF e nella MVSN.
(112) Tra i nuovi iscritti, oltre ai giovani della "leva fascista", circa 6.000 soci del Mo-
to-club d'Italia; in considerazione del massiccio ingresso dei centauri, vennero istituiti spe-
ciali reparti motociclisti all'interno delle legioni. V. Verné, Quello che deve conoscere ogni
Camicia Nera, cit., p. 41-43.

