Page 168 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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           Aquarone e anche ai  reduci del corpo dopo la seconda guerra mondiale (121).  Per
           il  primo questa opinione è  la  necessaria conseguenza  del  postulato secondo cui
           il  corpo fu  solo un organo burocratico; per i reduci  del corpo la  tesi era funzio-
           nale ad ottenere le  pensioni  di  guerra  e il  reintegro  nella carriera mili!are  non-
           ché  evitare  il  biasimo  sociale  (nel  dopoguerra  l'epiteto  «fascista»  era  in  molti
           ambienti un insulto e aver militato nel corpo che voleva essere l'élite del  regime
           poteva facilmente  essere avvertito come una colpa;  inoltre neppure tra i reduci
           della  Repubblica Sociale erano  ben visti gli  appartenenti alla milizia,  accusati di
           non essersi  mossi  dopo il  25  luglio  1943).
              Tuttavia questa  tesi  non convince.  È contraria all'immagine che il  corpo of-
           fre  di  se  stesso  durante  il  regime e  alla rappresentazione  operata da Mussolini,
           ma  soprattutto da  parte  di  un  gran  numero  di  memorialisti (122)  e  dalle  più  re-
           centi ricerche. Secondo Andrea Rossi, su 90.000 militari italiani che dopo 1'8  set-
           tembre passarono a combattere assieme ai tedeschi, almeno 33.000 furono camicie
           nere. Tra le  forze  dislocate in  Grecia e nei  Balcani su  32.000 che passarono con
           i  nazisti  le  camicie  nere  erano  20.000;  infine,  erano  quasi  tutte  camicie  nere  i
           13.000 militari  che  passarono  alla  Germania mentre  si  trovavano sul  suolo  na-
           zionale. Si tenga presente che nelle forze combattenti, le  camicie nere erano una
           percentuale comunque limitata (123).



           2.  I bilanci
              Il costo di tutta questa enorme e capillare struttura non è chiaro.  I fondi  del-
           la milizia sono  dispersi  tra vari  ministeri.  Esistono  voci  nei  bilanci  della  Presi-
           denza  del  Consiglio,  dei  ministeri  dell'Interno,  della  Guerra,  delle  Finanze,
           dell'Economia Nazionale,  dei  Lavori  Pubblici,  delle  Comunicazioni,  della  Ma-
           rina.  Inoltre,  per  capire  il  costo  di  alcune  milizie  speciali,  come  quelle  ferro-
           viaria e postelegrafonica sarebbe necessario analizzare i bilanci di alcune aziende
           statali, in particolare ferrovie  e  poste.



              (121)  A.  Aquarone, L'organizzazione dello  stato  totalitario,  cit.;  ID.,  La  Milizia  Volon-
           taria nello stato fascista,  cit.; V.V.  Teodorani, Milizia Volontaria,  armata di popolo, cit.;  Lu-
           cas - De  Vecchi,  Storia  delle  unità combattenti della  Milizia Volontaria  di  Sicurezza,  cit.;  P.
           Rossi,  Le  pensioni e le  liquidaziolli della  disciolta  MVSN e le  sue s{Jecialità,  Istituto  Grafico
           Bertello, Borgo S.  Dalmazzo,  1954, p.  53.
              (122)  La  politicizzazione del  corpo è un  topos per l'intero corpus delle memorie, sia quel-
           le  pubblicate  durante  il  fascismo,  sia le  poche edite  nel  dopoguerra. Tra queste  ultime  segna-
           liamo G. Berto, Guerra in camicia nera, Marsilio, Venezia, 1985, p. 234 (prima edizione Garzanti,
           Milano  1955).
              (123)  A.  Rossi, Le camicie nere passano ai tedeschi,  cit.,  p.  31-33.
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