Page 159 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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LA  QUARTA FORZA ARMATA  DI  MUSSOLlNI:  LA  MILIZIA VOLONTARIA DI SICUREZZA NAZIONALE   139


        1.  Gli effettivi
           Le domande di ammissione erano presentate alla legione di residenza. La le-
        gione era l'unità base  per l'amministrazione:  era formata  da  un ufficio  coman-
        do  e  un  ufficio  di  amministrazione.  Ogni  legione  equivaleva  all'incirca  a  un
        reggimento ed era composta da coorti, equivalenti all'incirca a  un battaglione,
        a  loro  volta  divise  in  centurie,  che  erano formate  da manipoli,  divisi  in  squa-
        dre, il  reparto più piccolo (92).  Le  legioni erano amministrate dai comandi di  zo-
        na  o  di  gruppo autonomo  legioni (93).  La  zona  era comandata di  norma da un
        luogotenente generale, la legione da un console, la coorte da un seniore, la cen-
        turia da un centurione, il  manipolo da un capomanipolo, la  squadra da un ca-
        posquadra. Una tabella allegata al saggio chiarifica le equivalenze dei gradi e dei
        reparti.  Le  domande  di  ammissione  dovevano  contenere,  oltre ai  normali  dati
        anagrafici, l'iscrizione al  PNF,  i precedenti militari (allegando il  foglio  matrico-
        lare  ed  esplicitando  decorazioni e ferite),  un  certificato di  buona condotta fir-
        mato  dal  sindaco e  controfirmato dai  carabinieri,  il  certificato  penale.  I limiti
        d'età variarono nel  tempo:  nel  1923  erano ammessi  solo cittadini italiani tra i
        17 e i 50 anni.  Il  limite  massimo  d'età risultò troppo basso,  così  dopo appena



           (92)  La  struttura di  una  legione era:  comando di  legione,  centuria comando, battaglione
        cc.nn.,  coorte  complementi  battaglione  cc.nn.,  battaglione  territoriale  cc.nn.,  coorte comple-
        menti  battaglione  complementare, centuria mitraglieri  (se  prevista, con  relativo  plotone com-
        plementi), compagnia mortai d'assalto  (se  prevista, con relativo  plotone complementi), coorte
        centuria o  manipolo  milizia  ordinaria, coorti o centurie di  reclutamento;  inoltre ogni  legione
        poteva organizzare una Squadra di  soccorso per pubbliche calamità, costituita da circa ottanta
        uomini divisi in tre nuclei:  sanitario (medici, chimici-farmacisti e infermieri), tecnico (ingegne-
        ri  e operai specializzati), ausiliario per i servizi generali. Le squadre di soccorso dovevano man-
        tenersi  in  costante contatto con il  Ministero dei  Lavori  Pubblici.
           (93)  L'ordinamento "Teruzzi" del 1929 inserÌ due organi di comando tra i comandi di le-
        gione e  il  comando generale:  il  comando di  raggruppamento e di gruppo legioni;  nello stesso
        tempo venivano soppressi  i comandi di  zona.  Nel  1936 Luigi  Russo,  succeduto ad Attilio Te-
        ruzzi alla carica di  capo di stato maggiore, emanò un  nuovo ordinamento, che inseriva i batta-
        glioni  cC.nn.  e  i  battaglioni  cC.nn.  per  la  difesa  territoriale.  Tali  reparti  furono  costituiti  per
        adempiere ai  nuovi compiti militari assegnati alla MVSN dopo la convincente prova fornita in
        Etiopia dalle divisioni cC.nn., che non si comportarono peggio dei reparti dell'esercito.  Rispet-
        to all'ordinamento Teruzzi, quello Russo cancellava i comandi di raggruppamento, ripristinan-
        do i comandi di zona, e costituiva i comandi di gruppo btg. cC.nn. La catena di comando risultava
        essere:  comando generale - comandi di zona - comandi di  gruppo btg. cC.nn. - comandi di le-
        gione.  Le  legioni  però dipendevano dal comando gruppo btg.  cC.nn.  solo  per disciplina, adde-
        sU'amento  militare  e  preparazione  alla  mobilitazione,  mentre  dipendevano  direttamente  dai
        comandi di zona per tutto il  resto:  istruzione l're e post militare, servizi politico, di ordine pub-
        blico, di amministrazione, tecnico-sanitario, sportivi.
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