Page 154 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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134 GIAN LUIGI GATTI
"D'altra parte, non sarebbe possibile con le sette divisioni di Milizia assicurare ad
un tempo presidio delle regioni e riserva centrale; riserva che - in quanto richie-
de unità particolarmente potenti e specializzate - è conveniente sia fornita dalle
antiche armi dell'Esercito" (79).
Il progetto, che aveva un costo previsto intorno al miliardo di lire, non di-
venne mai operativo. AI contrario delle speranze dell'esercito, l'autonomia della
milizia si ampliò: nel marzo 1936 venne emanata una legge in base alla quale la
milizia per l'impiego in guerra dipendeva direttamente dal comando supremo e
non dall'esercito (80).
Questa disposizione, che rimase operativa fino alla seconda guerra mondia-
le(81), fu invece annullata di fatto in Spagna. Nonostante che, secondo Renzo De
Felice, la massiccia partecipazione italiana alla guerra civile spagnola fosse stata
sollecitata dalla milizia più ancora che dal partito, dopo la battaglia di Guada-
lajara Mussolini ordinò alla milizia di agire agli ordini dell'esercito (82). Come ha
scritto Virgilio Ilari, l'esito della battaglia interruppe il processo di affiancamento
della milizia alI' eserci to:
"La milizia sembrava destinata ad enorme espansione, ma questa marcia che
sembrava inarrestabile fu improvvisamente fermata a Guadalajara. [ ... ] Dopo
Guadalajara l'esercito si ritrovò rafforzato"(83).
Tuttavia, se non si registrarono più significative invasioni di spazi da parte del-
la milizia ai danni dell'esercito, non vi è traccia alcuna di un ridimensionamento
della milizia dopo il febbraio 1937; occorre tener presente che per la propagan-
da del regime la guerra di Spagna era stata un succedersi di vittorie (Guadalajara
compresa) e che la milizia fu esaltata come un artefice dei successi (84).
(79) Ivi, p. 12. Si noti l'espressione "antiche armi" per designare i reparti dell'esercito.
(80) Legge n. 396 dci 29 marzo 1936.
(81) Nel comando supremo fu creato un ufficio del capo di stato maggiore della milizia,
mentre nello stato maggiore dell'esercito funzionava un ispettorato della milizia. La conseguenza
fu un 'ulteriore complicazione della scala di comando.
(82) R. De Felice, Mussolini il duce. Tomo II, Lo Stato totalitario, Einaudi, Torino, p.
380-381.
(83) V. Ilari - A. Sema, Ma/te iII orbace, cit., p. 329 e 330.
(84) Si veda l'ampio spazio riservato alla milizia in due volumi celebrativi come Italiani in
Spagna, numero monografico di "Prospettive", n. 6 diretto da Curzio Malaparte, s.d., seconda
edizione ampliata, p. 100 e come Legionari di Roma in terra iberica (1936 XIV - 1939 XVII),
Ispettorato II zona (Lombardia), Milano, aprile 1941, p. 313.

