Page 158 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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Piero Crociani, e mediante gli Uffici Politici Investigativi, i famigerati UPI che si
trovavano presso ogni prefettura; la milizia fornì inoltre parte del personale del
Tribunale speciale per la difesa dello stato.
La funzione, diciamo così, "educatrice", esplicata con la milizia Universitaria
e con gli ufficiali che fanno da insegnanti per l'istruzione premilitare e i corsi di
cultura militare, è quella di cui sappiamo meno. Tuttavia non fu meno caratteriz-
zante l'istituzione in quanto, all'interno del regime, la milizia si fece interprete
dell'anima militare del fascismo.
Il primo compito della milizia è la difesa del regime. Mussolini la chiama «il
fiore del Partito, la Guardia fedele, vigile ed invincibile della Rivoluzione Fasci-
sta». La milizia si autorappresenta come «superfascismo» e presenta i suoi iscritti
come i veri "uomini nuovi" generati dal fascismo. In questo senso i suoi apparte-
nenti non si considerano solo il braccio armato del partito, ma anche - e soprat-
tutto - l'élite di tutto il fascismo. Élite perché guerrieri, élite perché si rendono
conto che la milizia rappresenta uno strumento di Mussolini per fascistizzare la
popolazione, cioè per ottenerne cittadini-soldato. Ha scritto Emilio Gentile:
"Il fascismo voleva fondare una collettività di cittadini partecipanti alla vita
dello Stato non come individui autonomi, bensì come militi disciplinati ed ub-
bidienti. L'uomo nuovo del fascismo era [ ... ] il cittadino-soldato" (91).
È significativo che la milizia riuscì a prevalere sull'esercito quando otten-
ne in esclusiva l'istruzione premilitare che gli ufficiali tradizionali non voleva-
no concederle, ma dovette poi passarne la direzione al partito (pur mantenendo
propri insegnanti).
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GLI UOMINI E L'ORGANIZZAZIONE
Analizziamo ora l'organizzazione della milizia. Partendo dal reclutamento,
si passerà ad una stima numerica, infine si cercherà di capire cosa spingesse qua-
si un milione di italiani ad iscriversi. Sono pagine ricche di dati, la cui elabora-
zione però non è ancora stata ultimata. Essendo in gran parte inediti, si ritiene
possano risultare comunque utili.
(91) E. Gentile, La via italiana al totalitarismo. Il partito e lo Stato nel regime fascista, Ca-
rocci, Roma, 2001, p. 142. Prima edizione 1995.

