Page 149 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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LA QUARTA FORZA ARMATA DI MUSSOLlNI: LA MILIZIA VOLONTARIA DI SICUREZZA NAZIONALE 129
contro ogni nemico interno, ma lasci all'Esercito tutto quanto riguarda la prepa-
razione alla guerra. Le unità cC.nn. aventi finalità bellica siano perciò affidate
completamente alle autorità dell'Esercito.
Il sottoscritto ha da lungo tempo meditato sulle questioni esposte nel presente
promemoria, ed è profondamente convinto che solo accedendo alle considera-
zioni ed alle proposte suaccennate, potranno eliminarsi gli inconvenienti, che ora
ha fatto presenti, per i doveri che incombono alla sua carica relativamente alla
preparazione alla guerra del paese" (67).
Vamaro sfogo di Bonzani non era una voce isolata nell'esercito. Nessuno dei
generali di corpo d'armata cui era stato sottoposto il memoriale si era detto con-
trario o aveva indicato di cassare questa parte; solo Perris aveva consigliato di at-
tenuarne i toni (68). Pochi anni prima il colonnello Mario Berti, si era espresso in
maniera sostanzialmente simile:
"Coll'avvento del Fascismo la Nazione ebbe una nuova forza armata - la M.Y.S.N.
-. [ ... ] È inutile nascondere che il sorgere di questa milizia che assorbiva, nei riguardi
del Paese, funzioni fino allora gelosamente custodite dall'esercito, ebbe qualche non
del tutto favorevole ripercussione sul vecchio e tradizionale organismo militare. [ ... ]
Si è detto da principio del senso di disagio, che abbiamo definito d'indole so-
prattutto morale e spirituale, esistente tra esercito e milizia, un tempo in misu-
ra non indifferente, ora molto attenuato, per reciproca buona volontà, ma pur
sempre esistente. [ ... ] Il disagio deve scomparire interamente ed in modo asso-
luto. Ogni incompatibilità deve essere eliminata" (69).
A causa di questa relazione Berti subì una punizione disciplinare: fu condanna-
to ad un mese di fortezza e alla cessazione dal servizio e dalla carica. Il contrat-
tempo non compromise comunque la sua carriera: lo ritroviamo in Spagna a comandare
il Corpo di spedizione italiano dopo Bastico e prima di Gambara. Ironia della
Storia, nel 1940 è in Libia comandante di un corpo d'armata di camicie nere! (70)
(67) Promemoria Bonzani, p. 38-45.
(68) I generali Grazioli, Ago, Perris, Amantea hanno scritto ognuno una lettera di com-
mento e consigli a Bonzani. I manoscritti originali sono conservati insieme al promemoria
Bonzani in AUSSME, Hl/l.
(69) Relazione Berti, p. 1, 20.
(70) Anche Umberto Somma, il comandante dell'altro corpo d'armata di camicie nere in
Libia in passato aveva avuto difficili rapporti con la milizia: nel 1966 Diamanti pubblicò un
articolo in cui dimostrava che il massacro di Passo Uaricu in Etiopia gli era stato comandato
proprio da Somma. A. Sema - V. Ilari, Marte in orbace, cit., p. 325.

