Page 144 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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           esecutivo  del  fascismo,  mentre  le  altre  forze  armate  ne  erano  assenti.  D'altra
           parte la milizia,  proclamata quarta forza  armata dello Stato, anche se  aveva un
           rappresentante  nello stato maggiore generale,  non aveva un proprio ministero,
           al  contrario  delle  altre  tre.  L'esercito  accettò  la  milizia  come  quarta  forza  ar-
           mata solo formalmente,  mai  considerandola veramente tale.  Tuttavia la  memo-
           rialistica è ricca di  accenni a presunti favoritismi  operati a favore  delle camicie
           nere,  che godevano di  una visibilità sulla stampa fascista  giudicata eccessiva  in
           relazione ai  reali  meriti  bellici  della  milizia (55).
               Le  preoccupazioni economiche derivavano dal  fatto  che le  risorse per le  spe-
           se  militari erano state  tagliate  drasticamente  proprio con  l'avvento  di  Mussolini
           al potere. La somma assegnata alla milizia era, come si  vedrà tra breve, molto bas-
           sa (i  primi anni solo 25  milioni di  lire), oltretutto stornata non dai  fondi  del Mi-
           nistero della Guerra, bensì da quello dell'Interno e della Presidenza del Consiglio.
           Ma occorreva considerare pure altri fattori.  Le  armi  e i mezzi militari della MV-
           SN erano in gran parte ceduti  dalle forze  armate (56),  in massima parte dall' eser-
           cito, che quindi si trovava a subire un costo indiretto. Anche se per lo più si  trattò
           di vecchi residuati, bisogna considerare che le  altre armi non erano molto più re-
           centi e che in  ogni caso quelle  regalate  alla  milizia avrebbero potuto essere  ven-
            dute all'estero, seguendo una pratica ancora in atto nel  1939(57).
               Sul bilancio del Ministero della Guerra gravavano interamente i costi delle unità
           della milizia aventi dichiarati compiti bellici: la milizia confinaria (istituita nel 1927),
           i  battaglioni  Cc.t111.  (1928),  la  milizia  per  la  difesa  contraerea territoriale  (ricono-
           sciuta nel  1930, prima nota come M.  D.A.T.,  poi come M.  D.r.C.A.T.  o semplice-
            mente  D.r.C.A.T.),  la  milizia  per la  difesa  costiera  (riconosciuta dal  1936  e  prima
            nota come M.DACOS, poi come MILMART, milizia artiglieria marittima; i suoi ef-
            fettivi  provenivano  dalla  marina).  Nel  1933  il  capo  di  stato maggiore  dell'esercito
            Bonzani provò,  invano,  a sollevare la  questione:


            "Il bilancio della M.V.S.N. dovrebbe passare a quello della guerra le somme che
            ora spende annualmente per il personale dei battaglioni cc.nn., della M.D.r.C.A.T.,
            della Milizia confinaria.  [".]  I bilanci dell'Esercito e della Milizia sarebbero più
            sinceri,  ed anche meglio sfruttati» (58).



               (55)  Cfr.  E.  Bricchetto, La guerra  delle  camicie  nere.  Il  dibattito  sulla  stampa  negli anni
            Trenta,  bozze  in corso di  stampa cortesemente mostrateci dall'autrice.
               (56)  In  parte erano frutto dell'acquisto privato, specialmente da parte degli ufficiali del-
            la milizia. Una parte poi derivava da donazioni delle ditte fabbricanti come la Breda e la Fiat.
            Cfr. V.  Vernè, M.V.S.N.  storia  - organizzazione  - compiti - impiego,  Zaccaria,  Napoli  1932.
               (57)  Ad  esempio,  Promemoria per il  Duce, Situazione armi di cui si è autorizzata la  ces-
            sione allo a!Jrile  1939, AUSSME,  H9/3.
               (58)  Promemoria  13oltzani, cit., p.  44-45.
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