Page 146 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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126 GIAN LUIGI GATTI
"I migliori reparti di cui noi disporremo all'inizio della guerra sono appunto i bat-
taglioni permanenti; questi hanno morale non inferiore a nessun altro; quadri
specializzati e tenuti in continuo addestramento; specialisti e personale alle armi
addestrato in tale numero da potere prontamente amalgamare il personale delle
classi più giovani richiamate dal congedo. I battaglioni cC.nn. sono invece com-
posti unicamente di quadri e truppa in congedo, che sono reclutati con criteri spe-
ciali non sempre rispondenti ad esigenze militari. [ ... ] Per queste ragioni, morali
e di efficienza militare attuale, venne scartato per i battaglioni cC.nn. il compito
di truppe d'assalto; e si previde invece il compito di truppe suppletive" (62).
Malgrado le diffidenze dell'esercito nei confronti della milizia fossero quindi
note e persistessero ancora dieci anni dopo l'istituzione del corpo, Mussolini nul-
la fece per attenuarle, anzi le aumentò affidando alla milizia l'istruzione premili-
tare e postmilitare (63) e istituendo speciali corsi universitari per allievi ufficiali di
complemento. Le reazioni negative degli ambienti militari tradizionali sono in
gran parte note, qui ci limitiamo a una citazione paradigmatica del pensiero
dell'esercito in merito alla (in)utilità dell'istruzione premilitare.
"La istruzione premilitare va considerata sotto il punto di vista spirituale, fisico
e militare propriamente detto. Sotto il primo punto di vista i risultati sono ve-
ramente egregi, in quanto consistono nell'affermazione di una disciplina nazio-
nale che in tempi non lontani non si poteva neppure sperare. Ma questa disciplina
è però creata dall'atmosfera del Fascismo, più che dalla istruzione premilitare, la
cui obbligatorietà e modalità di attuazione rappresentano al riguardo un elemento
negativo più che positivo. Sotto il punto di vista fisico, mancano per la enorme
maggioranza dei corsi premilitari attrezzi, palestre ed istruttori adatti. [ ... ]
Sotto il punto di vista militare infine l'istruzione si riduce a movimenti in ordine
chiuso sulle strade o sulla piazza, alla conoscenza del fucile, a qualche cognizio-
ne tecnica sul tiro, qualche lezione di tiro ed infine alle principali nozioni sui re-
golamenti militari. Nel complesso, nella migliore delle ipotesi, tutta la istruzione
premilitare non dà oggi ai premilitari un addestramento che equivalga a quello
che quindici giorni di reggimento danno senza sforzo alcuno a reclute non aven-
ti alcuna istruzione premilitare. [ ... ] Ai fini bellici il rendimento della premilitare
è pressoché trascurabile. [ ... ]
Non nascondo di essere più volte rimasto fortemente impressionato dalla illu-
sione diffusa con ogni mezzo di un rendimento della premilitare infinitamente
(62) Promemoria Bonzani, cit., p.S.
(63) In realtà non è chiaro cosa si intendesse per istruzione postmilitare: oltre alle dichia-
razioni di principio e a conferenze su temi specifici, non abbiamo trovato traccia di un'impe-
gnativa istruzione postmilitare. Le leggi istitutive dell'istruzione postmilitare sono le nn. 215 O
e 2151 del 12 dicembre 1934.

