Page 142 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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                Oltre agIi  ufficiali,  anche  i soldati  non amavano le  camicie  nere.  Nelle  carte
            del ministero dell'Interno, non sono rare le segnalazioni di  risse tra loro, special-
            mente durante le campagne belliche. Non crediamo si possano giustificare con lo
            "spirito di corpo", come era d'uso al tempo (50), perché dopo la campagna d'Etio-
            pia furono  troppo numerose e cruente,  ma,  non  di  meno, saremmo  cauti ad as-
            segnargli  un  forte  valore  politico  (51).  Crediamo  che  le  ragioni  siano  altre:  in
            guerra i volontari sono generalmente mal visti dai coscritti (52);  inoltre, le camicie
            nere erano facilmente  identificate con il potere che  aveva voluto la guerra;  infi-
            ne,  le  camicie  nere  delle  milizie  speciali  erano facilmente  considerati  imboscati;
            certamente a ciò si  aggiungeva la  percezione della rivalità degli  ufficiali e le voci
            che le  camicie nere percepissero un  soprassoldo.
                Nuto  Revelli  nel  suo  ultimo  volume  narra  un  episodio  che  esemplifica  bene
            quanto riferito fin  qui.  Revelli è un giovane ufficiale appena uscito dall'Accademia
            di  Modena al  primo incarico impegnativo.
            "Devo accompagnare nell'alta Valle Stura [ ... ] trecento alpini e altrettanti mu-
            li. A metà marcia, tra Fiestona e Aisone, sento della confusione.  [ ... ] Che co-
            sa  è  successo?  In  un  boschetto,  ai  margini  della  strada,  c'è  un  piccolo
            attendamento  della  Milizia.  I militi  hanno  improvvisato  un  campetto  per  la
            palla a volo e stanno giocando tranquillamente.  [ ... ] Gli alpini cominciano ad
            urlare:  'camicie nere,  camicie sporche',  'balilla', 'mangiapane a tradimento'.
            Poi  [ ... ] scoppia un parapiglia, volano calci e pugni.  Ho subito pensato che la
            mia  carriera fosse  finita.  Poi  sono riuscito  a  calmarli.  Gli  alpini  guardavano
            alla  Milizia  come  a  fannulloni  imboscati,  che avevano  una  paga superiore a
            quella dei  soldati, a 'firmaioli' (così  li  chiamavano, in senso dispregiativo, ri-
            tenendoli degli scansafatiche, perché volontariamente si  erano obbligati a un
            servizio  militare nella MVSN).  [ ... ]
            Non fui punito. Quell'episodio non era un fatto isolato, e un po' di calci e pu-
            gni  non facevano  scandalo.  Infatti,  quando sono arrivato al  posto di  adunata,



                (50)  Ad  esempio in  un rapporto al  duce del  1941, AUSSME,  H9/l0.
                (51)  Una  motivazione  politica potrebbero avere  invece  le  risse  tra soldati  e camicie  nere
            scoppiate nei giorni immediatamente successivi alla destituzione di  Badoglio, considerato espo-
            nente dell'ufficialità tradizionale, e all'affidamento del comando delle  forze  armate a Graziani,
            considerato fascista.  Gli  episodi potrebbero meritare uno studio se si trovassero ulteriori dOClI-
            menti,  oltre a quelli conservati  in  ACS,  Ministero dell'Interno,  Divisione generale di  pubblica
            sicurezza,  Divisione polizia politica, materia,  pacco 36.
                (52)  Cfr.  ad esempio  E.J.  Leed,  Terra  di  nessuno.  Esperienza  bellica  e identità  perso-
            na/e  nella  prima guerra  mondiale,  il Mulino,  Bologna,  1985,  p.  112-130.  (prima edizione
            Cambridge,  1979).
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