Page 140 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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In realtà, ad alienare le simpatie alla milizia, contribuì enormemente l'equi-
valenza dei gradi, dal momento che molti dei suoi quadri ricoprivano un grado
superiore a quello che avevano ricoperto nelle forze armate da cui provenivano,
ed era possibile addirittura che proprio non avessero svolto il servizio militare.
Ha scritto Bonzani, capo di stato maggiore dell'esercito.
Per ovviare a questa situazione, nel 1924 fu deciso di sottoporre ad un esame
gli ufficiali delle camicie nere che ricoprivano un ruolo superiore a quello ottenu-
to nelle altre forze armate. Gli esami si svolsero quando la crisi Matteotti era su-
perata, con una commissione che era composta da due ufficiali della milizia e uno
solo dell'esercito; così le bocciature furono pochissime e ispirate da ragioni politi-
che piuttosto che di competenza: dal momento che Mussolini aveva instaurato una
salda dittatura personale, poté allontanare gli elementi più irrefrenabili a lui sgra-
diti (46). Nel 1933 il capo di stato maggiore della milizia Attilio Teruzzi presenta-
va, in un promemoria consegnato direttamente a Mussolini, il corpo uffiGiali delle
camicie nere in questo modo:
"I quadri ufficiali della Milizia - e con tale denominazione intendesi fare riferi-
mento agli ufficiali in servizio permanente effettivo o in servizio permanente nei
quadri - in buona maggioranza rivestono grado di ufficiali anche nelle altre for-
ze armate e particolarmente nell'Esercito. Una parte di essi rivestono grado di sot-
tufficiali, una parte molto più esigua ha prestato solo servizio militare o non ha
prestato servizio militare affatto" (47).
Quindi la questione dell'equiparazione tra i gradi, che l'esercito non poteva
sopportare, continuava a ripresentarsi. Ad esempio in una relazione dello stato
maggiore dell'esercito, datata 1928, si legge:
(46) Il sottocapo di stato maggiore della milizia, Vittorio Vernè, così ha presentato
l'epurazione: <<in un primo tempo si dovette porre a capo dei reparti in costituzione quei
capi che li avevano politicamente organizzati. [ ... ] Non tutti i capi presentavano quelle
qualità di cultura, di pratica, di comando, che si richiedono in un organismo militare. [ ... ]
Onde il Comando si trovò dinanzi alla ineluttabile necessità di eliminare gradatamente pa-
recchi capi che, pur avendo benemerenze grandi fasciste e nazionali, non rispondevano al-
le esigenze della nuova situazione». V. Vernè, La Milizia Volontaria {Jer la Sicurezza Nazionale,
cit., p. 145.
(47) Comando generale M.V.S.N., Promemoria {Jer S.E. il Ministro della Guerra, s.f. [Te-
ruzzi], s.d. [fine 1933], p. 7. Autore e data sono facilmente rilevabili dalla lettera di accompa-
gnamento con cui Bonzani restituisce il promemoria a Baistrocchi. AUSSME, Hl/l/Carteggio
relativo alla relazione Teruzzi. Da qui sarà citato come Promemoria Teruzzi.

