Page 136 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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istituita da Nitti nel 1919 e cancellata da Mussolini l'indomani della marcia(34).
Il consenso offerto dai generali all'istituzione del nuovo corpo derivò anche da
un'altra considerazione, che la milizia potesse essere l'applicazione del concetto
risorgimentale di "nazione armata". Come ha scritto Giorgio Rochat: "quanti uf-
ficiali non avevano sognato di vedere l'esercito circondato e assistito da un'or-
ganizzazione di massa, di sicura impronta patriottica, capace di educare i
giovani nel culto delle tradizioni e di prestare opera ausiliaria per l'organizza-
zione della nazione per la guerra! A più d'uno la milizia pareva la realizzazio-
ne di questo sogno" (35).
Oltre a generali come Giardino ed Emanuele Filiberto duca d'Aosta, che era-
no vicini al fascismo, si dichiararono espressamente favorevoli all'istituzione del-
la milizia alcuni di quelli che ne mantenevano le distanze, come Pietro Gramantieri
e Fulvio Zugaro. Luigi Capello, che fu poi accusato di aver partecipato ad un at-
tentato a Mussolini, ne fu entusiasta. Sul primo numero de "Milizia Nazionale.
Organo delle camicie nere" scrisse:
"Le camicie nere rievocano in me uno dei più grati ricordi di guerra. Mi ricor-
dano i primi eroici reparti d'assalto formati nel mio comando a Sdricca di Man-
zano nei primi mesi del 1917. [ ... ] La milizia volontaria è del resto nelle tradizioni
più fulgide del nostro riscatto nazionale. [ ... ] I.:essere miliziano deve essere con-
siderato come onore e come un premio" (36).
Un contrammiraglio, Carlo Todisco, auspicò pure l'istituzione di una Mili-
zia Volontaria Marinara (37). Non furono pochi i generali dell'esercito ad en-
trare nella milizia. Tra essi Emilio De Bono e Asclepia Gandolfo, comandanti
generali del corpo, e i meno noti Alighiero Ponzini, Carmine Salonna-Persico,
Fara, Perol, Stringa, Comaro, Salice, Galliani, Novelli, Cassinis (38).
(34) R.D. n. 1680 del 31 dicembre 1922, tre giorni dopo che il Consiglio dei Ministri
aveva approvato l'istituzione della MVSN.
(35) G. Rochat, L'esercito italiano da Vittorio Veneto a Mussolini, cit., p. 430.
(36) "Milizia Nazionale", n. 1, 17 marzo 1923, p. 2, taglio basso. Oltre a Capello si pos-
sono leggere articoli dei generali Alighiero Ponzini, Carmine Salonna-Persico, oltre naturalmente
a De Bono, comandante generale della milizia. Dello stesso Capello si veda anche l'articolo
Esercito e squadrismo, citato da V. Ilari, Marte in orbace, cit., p. 285. Capello si distaccò dal
fascismo quando Mussolini condannò la massoneria e fu condannato per aver partecipato
all'organizzazione di un attentato contro lo stesso Mussolini.
(37) "Milizia Nazionale", n. 15, 28 giugno 1923, p. 1, articolo centrale.
(38) V. Vernè, La Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, Maglione e Strini succo
Loescher, Roma 1925, p. 145.

