Page 133 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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LA QUARTA FORZA ARMATA DI MUSSOLINI: LA MILIZIA VOLONTARIA DI SICUREZZA NAZIONALE 113
e in ogni caso minando l'egemonia di Mussolini. Cosi Emilio Gentile descrive
la situazione del fascismo nei primi mesi successivi alla presa del potere:
.
"I capi provinciali dello squadrismo [ ... ] continuarono dopo la "marcia su Ro-
ma" ad esercitare il loro potere personale e dispotico, con maggior arroganza
e prepotenza, praticando ogni sorta di persecuzione e di violenza contro gli av-
versari politici in nome dei diritti della "rivoluzione fascista" vittoriosa. Con-
siderandosi i conquistatori dello Stato liberale per creare lo Stato fascista, si
sentivano al di sopra della legge del vecchio regime, e pretendevano di imporre
la loro volontà anche ai prefetti" (22).
D'altra parte il nuovo Presidente del Consiglio era conscio che la violenza squa-
drista, che aveva svolto un ruolo fondamentale per farlo arrivare al potere, era
ancor più necessaria per mantenerlo a capo di una coalizione di governo. La Mi-
lizia Volontaria di Sicurezza Nazionale fu istituita il 14 gennaio 1923 (23) per an-
dare incontro a queste stringenti esigenze: disciplinare gli squadristi, limitarne
l'influenza politica e allo stesso tempo per legalizzarne la violenza.
Quando ne fu definita la costituzione, durante la prima seduta del Gran
Consiglio del fascismo (24), Mussolini non era ancora il dittatore che si stava av-
viando ad essere, non gli era possibile presentare la nuova istituzione statale
come strumento suo o del suo partito, quindi fu scelto di denominarla "nazio-
nale" anziché fascista (d'altra parte, per l'ideologia fascista "nazionale" e "fa-
scista" erano sinonimi). Comunque, nei primi mesi vi confluirono soprattutto
fascisti e nazionalisti, anche perché contemporaneamente alla sua istituzione
vennero poste fuori legge le squadre d'azione di tutti i partiti politici, compre-
se quindi le "Sempre pronti". In questo modo il fascismo ottenne il monopo-
lio della violenza di partito e, particolare non trascurabile, accentuò la posizione
di forza nei confronti del movimento nazionalista, che si preparava ad inglo-
bare non senza qualche resistenza (25); non per nulla il foglio dei nazionalisti,
(22) E. Gentile, Fascismo e antifascismo. I partiti italiani fra le due guerre, Le Monnier,
Firenze, 2000, p. n.
(23) R.D. 14 gennaio 1923 n. 31, pubblicato sulla "Gazzetta Ufficiale" del 20 gennaio
1923, n. 16.
(24) La notte tra il 15 e il 16 dicembre 1922. La costituzione della MVSN è il primo ar-
gomento trattato dal Gran Consiglio, la discussione impegnò molti dei presenti. Il resoconto
della riunione in ACS, Archivi fascisti, Segreteria Particolare del Duce, Carteggio Riservato [da
qui SPD, cr], b. 26, sf. 1. Il progetto fu approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 dicembre
1922; la data ufficiale, di istituzione fu il 1 0 febbraio perché il giorno ultimo per sciogliere le
squadre d'azione di tutti i partiti era il 31 dicembre 1923.
(25) L'esempio classico è la lotta a Napoli tra il fascista Padovani e il deputato nazionalista
Greco, che alla fine prevalse.

