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Tuttavia queste indicazioni furono dimenticate dopo che, nel 1964, venne pub-
blicato un saggio di Alberto Aquarone, che definì il corpo «amorfo organismo di
burocrazia poliziesca» (14). La stroncatura di Aquarone fu tanto netta da scorag-
giare studi più approfonditi, così nelle più recenti sintesi sul fascismo gli studio-
si fanno riferimento ai suoi volumi quando trattano della milizia, nonostante dal
'64 ad oggi siano stati pubblicati altri articoli sull'argomento, ad opera di Elvira
Valleri, Dorello Ferrari e Virgilio Ilari (15). Manca ancora uno studio organico, per
una ricostruzione complessiva è quindi necessario rifarsi o alle opere pubblicate
durante il regime o ai due tomi editi nel dopoguerra da parte di ex alti ufficiali
delle camicie nere(16), che più che documenti sono monumenti e vanno quindi
considerati tali.
(14) A. Aquarone, L'organizzazione dello stato totalitario, Einaudi, Torino, 1965 2 , p.
620. Nell'opera, che ha goduto quest'anno di una nuova ristampa, la milizia ha uno spazio
pari a poco meno del 10% dell'intera parte di analisi storica, ma in gran parte Aquarone ri-
prende un suo lungo saggio pubblicato in precedenza: ID, La Milizia Volontaria nello stato
fascista in Il regime fascista a cura di Aquarone e Maurizio Vernassa, il Mulino, Bologna
1966, p. 85-111 (prima pubblicazione su "La cultura", 1964).
(15) E. Vali eri, Dal I)artito armato al regime totalitario: la Milizia, in "Italia Contem-
poranea", anno XXXII, n. 141, ottobre - dicembre 1980, p. 31-60. V. ILARI, Il partito ar-
mato del fascismo: la milizia dallo squadrismo alla RSI, in V. ILARI - A. SEMA, Marte in
orbace. Guerra esercito e milizia nella concezione fascista della nazione, Nuove Ricerche, An-
cona 1988, p. 277-414 (prima parziale pubblicazione su "Patria indipendente" 1988, anno
XXXVII, nn. 2-3, 4, 7, 8). Dello stesso Ilari si vedano le pagine dedicate alla milizia in Sto-
ria del servizio militare in Italia, voI. III, «Nazione militare» e «Fronte del lavoro» (1919-
1943), Centro militare di studi strategici - Rivista Militare, Roma, 1990. D. Ferrari, Il regio
esercito e la M.V.S.N.: 1923-1945, in "Studi storico-militari 1985", Ufficio storico SME, Ro-
ma 1986, p. 125-147. Purtroppo la mancata indicazione delle fonti in quest'ultimo saggio
rende impossibile approfondire i molti spunti interessanti che emergono dal testo, ma che
la limitatezza dello spazio a disposizione ha impedito all'autore di sviluppare. Infine ricor-
diamo una relazione di Marco Palla al convegno SISCO di Perugia 2000, di cui non ci ri-
sultano siano stati pubblicati gli atti.
(16) V. Teodorani, Milizia Volontaria, armata di popolo, presentazione di Luigi Russo,
con la collaborazione di Giuseppe Bodini, Piero Brandimarte, Antonio Cirillo, Renato In-
drizzi, Carlo Kecler, Ugo Leonardi, Renzo Montagna, Giovanni Passerone, Italo Romegialli,
Giorgio Vaccaro, Giovanni Villellai, presentazione di Luigi Russo, Centro Editoriale Nazio-
nale, collana di studi storici della "Rivista Romana", Roma 1961, p. 653. Luigi Russo fu uno
dei capi di Stato Maggiore della MVSN e tra i collaboratori figurano molti alti ufficiali del-
le camicie nere. E. Lucas, G. De Vecchi, Storia delle unità combattenti della 'Milizia Volon-
taria di Sicurezza Nazionale 1923-1943, Volpe, Roma, 1976, p. 621, con il patrocinio
dell'ANAM, Associazione Nazionale Arma Milizia. Sia Ettore Lucas sia Giorgio De Vecchi
sono stati ufficiali della MVSN.

