Page 131 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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LA  QUARTA  FORZA ARMATA  DI  MUSSOLlNI:  LA  MILIZIA  VOLONTARIA  DI  SICUREZZA NAZIONALE   111

           Nel saggio, si  analizzeranno nella prima  parte i documenti dello stato maggiore
        dell'esercito relativi alla milizia, da cui emerge che negli  anni Trenta l'esercito cercò
        invano  di  limitarne  l'autonomia e la  crescente  attribuzione  di  compiti che erano di
        sua esclusiva competenza. La  situazione portò un diffuso malumore nelle alte gerar-
        chie dell'esercito, pur senza mai sfociare in  palese dissenso verso il.regime. Nella se-
        conda parte del saggio si considererà la milizia sotto gli aspetti della sua organizzazione,
        particolarmente capillare sul territorio; del costante aumento di iscritti, frutto di scel-
        te  che snaturarono in  parte l'impianto originario,  ma che  permisero di avere  quasi
        un milione di  effettivi; infine dei costi di tale enorme organizzazione  (17).








                        LA  MILIZIA  TRA  POLITICI  E  MILITARI


        1.  La costituzione
                                                  «Con la  trasformazione dello squadrismo
                                                  in  milizia armata,  io ponevo le condizioni
                                                  necessarie per il regime  fascista ,,(18).
                                                                     BENITO  MUSSOLINI


            La creazione di  un corpo come la  milizia volontaria di  sicurezza nazionale era
        previsto dai  fascisti  già durante i giorni della marcia su  Roma.  Sul  "Popolo d'Ita-
        lia", il  giornale di Mussolini, se  ne possono trovare tracce già il  24 ottobre 1922,
        tre giorni  prima della marcia:



            (17)  Si  avverte  che  il  saggio  è  frutto  di  studi  ancora  in  corso  nell'ambito  del  dottorato di
        Storia delle società contemporanee di Torino, tutors Giorgio Rochat e Mario Isnenghi. Le  ricer-
        che sono condotte grazie alla borsa di studio e ai  fondi  ministeriali  per progetti intertlniversitari
        (titolare dei  fondi:  Walter Barbcris).
            L'archivio  dello stato  maggiore  della  milizia  è  andato  smarrito,  quindi  è  stato  necessario
        ricostruirlo a partire dalle tracce lasciate negli altri. Non è  possibile in  questa sede elencare tut-
        ti  i fondi  consultati,  che si  trovano soprattutto presso l'Archivio  dell'Ufficio Storico dello Sta-
        to Maggiore dell'Esercito (da qui AUSSME), l'Archivio Centrale di Stato (da qui ACS) e l'Archivio
        ciel  Service Historique de  l'Armée de  Terre  di  Parigi  (da qui  SHAT).
            Per non appesantire la  lettura si  è scelto di  scrivere minuscole molte parole che al  tempo (e
        qualche volta ancora oggi),  venivano scritte maiuscole;  nelle citazioni è stata comunque lasciata
        la  forma originale.  Il  corsivo delle  citazioni è tale  oppure sottolineato  nel  documento originale.
            (18)  Citato  da  N.C.  Festa, La  Nazione  Guerriera.  Esercito  - Milizia  - Partito,  Agostiniana,
        Roma,  1935, p.  112.
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