Page 128 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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            come i continuatori della tradizione dell'arditismo della Grande Guerra, però,
            per svolgere  queste  mansioni  sarebbe  stato  necessario  un  addestramento  spe-
            cifico e una selezione rigida degli appartenenti. E questo mancò completamente.
            O  meglio, fu  sperimentato solo a seconda guerra mondiale in corso, con l'isti-
            tuzione  dei  battaglioni  di  camicie nere "M".  Questi  reparti furono  formati  da
            personale  selezionato  ma  il  loro  utilizzo  fu  troppo  breve  per  poterne  trarre
            conclusioni definitive (4).
               Militarmente si  segnalarono soprattutto in Russia:  ne sono testimonianza sia
            le  numerose medaglie  al  valor militare loro assegnate, tra cui spicca  una meda-
            glia  d'oro  al  labaro  della  legione  Tagliamento,  sia  le  numerose  citazioni  nella
            memorialistica (5).  All'opposto in Spagna la sconfitta di Guadalajara, la prima per
            il  fascismo,  venne  addebitata  alla  milizia  e  le  resta  ancora  oggi  indelebilmente
            legata.  Le  conseguenze militarmente  più  nefaste  furono  però legate  ai  rapporti
            con  l'esercito:  creò  dannose  rivalità,  profondi  malumori  e  ingente  confusione
            nell' organizzazione delle forze  armate.
               Il  giudizio sul  piano militare è quindi  molto severo, ma la vera ragion d'esse-
            re della milizia non era tanto militare quanto politica. È un'istituzione politica più
            che  militare.  Per  il  fascismo  la  milizia  rappresenta  un  formidabile  strumento  di
            pressione  verso  la  monarchia  e  verso  l'esercito,  l'unica  forza  interna che  poteva
            realmente minacciare la  dittatura, come dimostrò il  25  luglio  1943.
               La  memoria della  milizia  è  quasi  dimenticata dalla storia dell'Italia  repubbli-
            cana. Sembra scomparire dopo il  25 luglio  1943, quando le camicie nere al  fron-
            te sostituirono con le stellette dell'esercito i fasci  littori che portavano sulla divisa.
            A Salò  la  milizia  si  frammenta,  perché  il  fascismo  ha bisogno di  un  altro tipo  di
            corpo di  polizia contro i partigiani. Anche se  buona parte della milizia  passa alla
            Repubblica Sociale, insieme ai  suoi ideali, la scelta è di creare nuove strutture, che
            si  costruiscono  immagini  diverse(6).  La  MVSN è  quindi  assente durante  la  Resi-
            stenza,  il  periodo a  cui la  memoria degli  italiani è  più  legata.



                (4)  Una  parte  dei  reparti  "M"  raccolsero  i  reduci  dalle  legioni  che  combatterono  in
            Russia.
                (5)  Ad  esempio,  N.  Revelli,  Le due guerre,  Guerra  fascista  e guerra  partigiana,  a  cura  di
            Michele  Calandri,  presentazione di Giorgio  Rochat,  Einaudi, Torino, p. 72.
                (6)  Nel  saggio  ci  si  occuperà  della  milizia  fino  alla  seconda guerra  mondiale,  cui  si  fa-
            ranno pochi cenni.  Il  periodo successivo all'8  settembre è  l'argomento di  uno studio in  cor-
            so  di  stampa:  A.  Rossi,  Le guerre  delle  camicie  nere  - la  milizia dalla guerra  mondiale alla
            guerra  civile,  per  i tipi  della  BFS  di  Pisa.  Il  contenuto ciel  volume  è  parzialmente anticipato
            in ID., Le camicie nere  passaI/o ai tedeschi.  La milizia e 1'8 settembre, "Patria indipendente",
            Il maggio  2003, p.  31-33.
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