Page 124 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
P. 124

102                                                          ANDREA  UNGARI


             sufficientemente allenati;  un  paio  di  scuole  di  pilotaggio,  che  funzionano  limitata-
             mente; otto o dieci campi. dei  quali alcuni in condizioni pietose; un larvatissimo ser-
             vizio di segnalazione atmosferica e radiotelegrafica; ed in queste condizioni continuiamo
             però ad avere quasi la stessa organizzazione burocratica e lo stesso quantitativo di uf-
             fici  e di  relative macchine da scrivere che esistevano quando eravamo al  punto mas-
             simo della nostra potenza aeronautica I ... ] A questo scopo eccovi i dati di consistenza
             del  materiale che ci  rimane e che si  potrà in  parte molto limitatamente utilizzare e
             in parte alienare: possediamo 4019 motori efficienti; 250 apparecchi"efficienti o uti-
             lizzabili;  14 campi d'aviazione completi e 16 da completare; mentre i quadri del per-
             sonale, sia esso tecnico che navigante ed amministrativo, sono tutti da rifare, riducendoli
             o disciplinandoli con criteri della più rigida economia e del massimo rendimento, ba-
             sati su  quelle doti di  competenza, di fattività e di volontà, scartando tutti coloro che
             nell'aeronautica hanno trovato esclusivamente una tranquilla occupazione" (83).

                Sottolineato questo punto di  partenza, Mussolini tracciava anche il  programma
             futuro  per lo sviluppo dell'aeronautica:

             "Chiudendo il  suo  dire il  Presidente  proponeva l'istituzione  di  un Alto  Commissa-
             riato per l'Aeronautica,  e contemporaneamente sottoponeva al  Consiglio dei  Mini-
             stri uno schema contenente l'organico dipendente dal Commissariato per l'Aeronautica;
             il  piano  dei  servizi  dipendenti  dalla  Direzione  dell'aeronautica  militare,  terrestre  e
             marittima e quello  dei  servizi  dipendenti  dalla  Direzione  Generale  dell'aeronautica
             civile, e uno schema di  bilancio d'esercizio del  Commissariato d'Aeronautica, in ba-
             se  al  programma di 720 apparecchi, alla formazione  degli stormi, ed alla costituzio-
             ne delle due Direzioni generali dell'Aeronautica. Da questo schema risulta che si tratta,
             in ultima analisi, di portare il  bilancio per tutto il  1923 a 280 milioni, dei quali però
             sino alla chiusura del 30 giugno dell'anno in corso non ne occorrono che 42, poiché
             78  milioni  restano  fortunatamente  a  disposizione  sulle  cifre  residuate  da  attività  e
             competenze dei bilanci dell'aeronautica di  guerra e di  marina del  1922-1923"(84).

                Il 28 marzo successivo (r.d. n.  645) fu  costituita la Regia Aeronautica che com-
             prendeva tutte le forze aeree militari dci Regno e delle Colonie, dell'Esercito e del-
             la Marina. In poco più di cinque mesi, dunque, gli ibridismi organizzati vi che avevano
             contraddistino  il  periodo  precedente  erano  stati  definitivamente  accantonati.  Sa-
             rebbe toccato ora al governo Mussolini realizzare un'aviazione militare davvero in
             grado di  difendere il  paese e di  costituire un'aviazione commerciale che  risultasse
             competitiva con quella degli  altri Stati europei.



                (83)  La  ri01gal1izzaziol1e aerol/autica.  MI/sso/ini e Fil1zi Alti commissari dell'Aerol1autica.
             Mercanti  e Moizo  Direttori dell'Avo  Civile  e  militare.  L'approvaziol1e del  progetto di  riordil1a-
             mento,  in  "La  Gazzetta dell'Aviazione", a.  V,  n.  5,  29  gennaio  1923.
                (84)  Ibidem.
   119   120   121   122   123   124   125   126   127   128   129