Page 119 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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IL  DIBATTITO POLITICO PRECEDENTE LA  NASCITA  DELL'AERONAUTICA ITALIANA   97


        giornali e riviste specializzate, dall'altro sollecitando molti esponenti politici ad in-
        teressarsi  alle  questioni  aviatorie.  Di  lì  a  poco,  infatti,  le  elezioni  politiche avreb-
        bero sancito il primo ingresso nel Parlamento italiano del gruppo dei deputati fascisti.
        Pur non potendoci soffennare su tale argomento, è indubbio che il movimento fa-
        scista  fu,  da subito,  un  forte  sostenitore dello  sviluppo  aviatorio.  Oltre alla  natu-
        rale simpatia di  Mussolini  per il  mezzo dereo,  iconografata dalla pubblicisti ca del
        ventennio(67),  sin  dal  1919  esponenti  di  spicco  del  futuro  regime,  fra  tutti  Bot-
        tai (68),  si  impegnarono  nella  propaganda a  favore  dell'aeronautica.  Tale  passione
        dei circoli fascisti oltre ad essere motivata dalla predisposizione del "Capo" (69)  di-
        pendeva anche dalla considerazione della pratica del  volo come dimostrazione di
        coraggio e di ardimento (70), alla base della pomposa propaganda fascista sulle virtù
        guerriere  del  popolo  italiano.  Quali  che  fossero  gli  intenti, la  comparsa dei  de-
        putati  fascisti  in  Parlamento  determinò  il  formarsi  di  un  Gruppo  parlamentare
        aeronautico. Se un'iniziativa del genere era già stata presa nel corso del  1919 (71),


            (67)  A.  Longoni, op.  cit.; L.  Contini, Aviazione e fascismo,  in Esposizione dell'Aeronautica
        italiana,  Edizioni d'arte Emilio Sestetti, Milano,  1934; G.  Mattioli, op.  cit.;  G.A.  Crocco, L'Ae-
        ronautica  italiana  dal  Regno all'Impero,  Giovanni  Bardi  tipografo  della  R.  Accademia  dei  Lin-
        cei, Roma, 1937; B.  Mussolini, L'aviazione fascista,  P.  Orano (a cura di), Casa Editrice Pinciana,
        Roma,  1937.
            (68)  Sulle iniziative del  primo fascismo a favore dell'aviazione:  G.  D'Avanzo, Ali e poltrone,
        Ciarrapico editore,  Roma,  1981, p.  52-6.
            (69)  "Anche  poiché,  come  ogni  attento  osservatore  della  vita  italiana  ha modo  di  verifi-
        care,  frequentemente,  nel  nostro  paese  è consuetudine che  allorquando  un capo ostenti qual-
        che  preferenza o  tradisca  una  debolezza, la  gran parte  dei  collaboratori e subordinati si  mette
        ad  imitarlo.  Cosicché la quasi  totalità  degli  altri  esponenti del  movimento fascista  si  affrettò a
        dimostrarsi interessatissima al  volo, all'aviazione ed alla contingente problematica aeronautica,
        anche se  un  numero assai  esiguo di  essi  imitò Mussolini  nella sfrenata e spericolata tendenza a
        volare il  più frequentemente  possibile",  G.  D'Avanzo, op.  cit.,  p.  51-2.
            (70)  "II  volo continuò ad  essere considerato dalla  maggior parte degli esponenti fascisti  co-
        me  una manifestazione di sfida al  rischio e di  sprezzo del  pericolo, e diventò quasi una moda per
        i massimi gerarchi fascisti  l'acquisizione del  brevetto di  pilota c la  partecipazione a manifestazio-
        ni  aeree o ad operazioni belliche non eccessivamente rischiose quale dimostrazione di coraggio o
        di  ardimento, come si  verificò ad esempio nella campagna di  Etiopia",  R.  Abate, op.  cit., p.  175.
            (71)  "Persuaso che l'aviazione di  guerra sia stata uno dei coefficienti più formidabili  per la
        effettiva potenza dell'esercito, e sia stata pure una magnifica e complessa serie di esperienze uti-
        li  pel  tempo di  pace, già  fino  dall'inizio del  1919 mi  unii  con altri colleghi  fra  i quali  mi  piace
        ricordare gli  ono  Di  Cesarò, Federzoni, Scialoia, Sarocchi, Venino, Sioli, Bignami, Sant-Just, Be-
        lotti  e  Nava,  per  fondare  un gruppo  parlamentare di  aeronautica.  Ci  trovammo  diverse  volte,
        furono con noi diversi senatori, udimmo diversi tecnici,  fra i quali primo il  generale Moris, pre-
        parammo un  programma completo di  propaganda fra  i colleghi dei due rami del Parlamento, ci
        mettemmo in  una parola in marcia, per fare  una buona campagna in vantaggio dell'aviazione ci-
        vile.  Ma il  turbinio di  gravi  avvenimenti politico-sociali c,  più che tutto, l'inatteso scioglimento
        della venticinquesima legislatura, arrestò all'inizio il  nostro cammino", G.  De Capitani D'Arzago,
        Parlamento e Aeronautica, in I problemi dell'aeronautica italiana,  op.  cit.,  p.  17-8.
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