Page 115 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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IL  DIBATTITO POLITICO  PRECEDENTE  LA  NASCITA  DELL'AERONAUTICA ITALIANA   93


            Presa  questa decisione  la  Sottocommissione suggeriva,  poi,  la  ricostituzione
        di  una  Direzione generale  d'aeronautica da  porsi  alle  dipendenze  del  Ministero
        della Guerra, affiancata, ovviamente, da un Consiglio superiore d'aeronautica (52).
        Riguardo alle  assegnazioni  finanziarie  da dare a  tale  Direzione  la  Sottocommis-
        sione  suggeriva  di  portare la  somma  assegnata  dai  10  milioni  precedenti  a  27.
        Nel richiedere tale cifra la Sottocommissione metteva in evidenza le necessità fi-
        nanziarie dell'aviazione civile, ma nel contempo chiariva che se la somma richiesta
        risultava  del  tutto  inadeguata  rispetto  alle  somme  impegnate  da  Francia  e  da
        Gran Bretagna (53),  ciò dipendeva dal fatto che occorreva "necessariamente tener
        presenti le  esigenze del  nostro  bilancio e  la  necessità di  ridurre  le  spese"  e  per-
        tanto  la  Sottocommissione aveva  "ridotto al  minimo  le  previsioni,  inspirandosi
        al  principio della più  assoluta economia" (54).

            AI  di là delle decisioni su quale settore, militare o civile, maggiormente im-
        pegnare  gli  sforzi  governa~ivi,  il  progetto  elaborato  dalla  Sottocommissione
        non faceva  che  riproporre;"'nelle sue  linee  generali,  una  struttura organizzati-
        va che,  posta questa  volta alle  dirette dipendenze del  Ministero della  Guerra,
        era stata soppressa non più di due mesi prima (55).  Non solo.  Era chiaro che le
        esigenze finanziarie  avevano  ancora  una volta inciso  nella predisposizione del
        nuovo  ordinamento  aeronautico  e,  soprattutto,  nella  decisione  di  accorpare
        aeronautica civile e  militare  in  un  unico ente.  Nella relazione sullo schema di
         decreto  legge  relativo  al  riordino  dell'aviazione  presentato  dalla  Sottocom-
        missione Morrs nel  dicembre del  1920 si  evidenziava come  "le scarse possibi-
        lità  di  bilancio  non  permettono  per  il  momento  in  Italia  un  provvedimento
         analogo a  quello adottato in altri Paesi  [autonomia dell'aviazione civile]  e  con-
         sigliano di  tenere ancora insieme le  due gestioni  relative all'Aeronautica civile



            (52)  Nel  prospetto redatto dalla Sottocommissione, la  direzione avrebbe dovuto rivolger-
         si,  tramite il  ministro della Guerra, al  Consiglio per le  questioni di  maggiore importanza, chia-
         rendo subito che "in alcuni casi  ben stabiliti l'Amministrazione dovrà essere obbligata a seguire
         il  parere del  Consiglio;  a  deliberare  cioè  sul  suo  conforme  parere,  mentre invece  in  altri  casi
         l'Amministrazione dovrà essere  tenuta soltanto a sentire  il  detto parere, senza essere obbligata
         a disporre conformemente", Ibidem.
            (53)  Secondo  la  sottocommissione  l'Inghilterra  aveva  già  stanziato  140  milioni  di  lire,
         mentre  la  Francia  130 milioni di  franchi,  Ibidem.
            (54)  Ibidem.
            (55)  Malgrado il  tono sempre polemico di  Longoni, il  giornalista non aveva torto nell'evi-
         denziare  che  "a prima  vista  appare  come  la  Commissione  ben  poco  rispondesse  ai  desiderati
         degli  aviatori  ed  alle  necessità  dell'aviazione,  mentre sarebbe  stata  ben  più  necessaria  l'istitu-
         zione  di  un  vero  Consiglio Superiore Tecnico dell'Aeronautica,  cui fosse  affidata la  Direzione
         delle  nostre cose aeree", A.  Longoni, O!J.  cit.,  p.  134.
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