Page 111 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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IL DIBATTITO POLITICO PRECEDENTE LA NASCITA DELL'AERONAUTICA ITALIANA 89
Se si confrontavano, poi, i finanziamenti di cui godette l'aviazione italiana, ri-
spetto alle somme stanziate, per esempio, da Francia e da Gran Bretagna (43), si
comprende bene come, al di là delle deficienze nei vertici aeronautici, fosse dav-
vero difficile poter realizzare qualsiasi serio progetto cii rilancio aviatorio. Certo è
che, malgrado la situazione economicamente difficile, la classe dirigente, comun-
que, non comprese che lo sviluppo dell'aviazione commerciale avrebbe non solo
consentito un risparmio nel bilancio dell'aeronautica militare, in grado di servirsi
in caso di conflitto, soprattutto per quanto concerneva alcuni tipi di aerei da bom-
bardamento, dei mezzi civili, ma avrebbe giovato anche all'economia del paese.
Voci a favore di un riscatto ciel mezzo aereo, manifestatesi già nel 1918, si fece-
ro maggiormente sentire a partire dal 1919, puntando, quantomeno, alla conserva-
zione di un'aviazione italiana. Nell'ottobre del 1919 nasceva "La Gazzetta dell'Aviazione",
diretta da Attilio Longoni, che fu uno dei giornali che più si adoperò per risveglia-
re nel paese e nei circoli governativi la coscienza di un maggiore impegno nello svi-
luppo aeronautico. Spesso con toni accesi e polemici, il settimanale di Longoni
svolse un ruolo decisivo, a partire dal 1921, nel determinare una ripresa delle te-
matiche aviatorie soprattutto nei circoli parlamentari. Sempre 1919 riprese le pub-
blicazioni la "Rivista Marittima" che, pur caratterizzandosi per il suo tono scientifico
e militare, a più riprese sollecitò la necessità di uno sviluppo dell'aviazione civile e
di un ruolo più incisivo clei ministeri in tal senso. Nel 1919 sorse anche la "Rasse-
gna Marittima Aeronautica Illustrata", diretta dal vice ammiraglio Leonardi Catto-
lica e dal senatore e vice ammiraglio Stefano Morino, mentre "Le vie d'Italia", la
rivista del Touring Club Italiano, aumentò il proprio impegno a favore della Lega
Aerea Nazionale (L.A.N.) e si caratterizzò per una serie di articoli di Gino Bastogi
volti a mostrare l'utilità per l'Italia di CHiare una serie cii linee aeree che unissero la
madrepatria con le isole, le colonie e altri importanti scali del Mediterraneo (44).
Questa attività pubblicistica, abbinata all'azione svolta dalle varie associazioni avia-
torie, ufficiali e non, non produsse però l'effetto desiderato tant'è che nel 1920 la
(43) La "Rivista Marittima" analizzando i bilanci per l'aeronautica predisposti per gli al-
tri paesi evidenziava: "Inghilterra - Il progetto, presentato al parlamento richiede 15 milioni cii
lire sterline; cii questa somma 2 milioni cii sterline sono assegnati ad esclusivo beneficio
dell'aviazione civile [ ... ] Stati Uniti - Per l'esercizio luglio 1920, luglio 1921 sono stati votati
a beneficio dell'aviazione militare 40 milioni di dollari, dei quali 25 come bilancio normale e
15 per l'immediato acquisto di apparecchi [ ... ] Francia - 130 milioni di franchi. Questa som-
ma è stata stanziata pel solo sottosegretariato. L'aeronautica dei ministeri della guerra e mari-
na ha un bilancio a parte. Giappone - 250 mlioni di yens da spendersi in lO anni", in "Rivista
Marittima", a. LIII, n. 5, maggio 1920, p. 374.
(44) G. Bastogi, Le vie dell'aria per l'Italia d'oltremare, in Le vie d'Italia, a. III, n. 3, marzo
1919, p. 172-77; n. 4, aprile 1919, p. 229-33; n. 6, giugno 1919, p. 371-3; n. 9, settembre 1919,
p.548-54.

