Page 106 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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Ferroviari e Marittimi una Direzione generale d'aeronautica (32) ed una Commis-
sione consultiva per l'aeronautica (33). La nomina del tenente colonnello Carlo
Berliri-Zoppi, che aveva fatto parte del corpo aeronautico già durante il conflit-
to, fu accolta sostanzialmente bene anche se non univoci furono i giudizi sulle sue
capacità professionali (34). La creazione di tale Direzione generale però non risol-
se i molteplici problemi aviatori. Se, infatti, la prevista sistemazione dell'aviazio-
ne civile non fece che accelerare il definitivo assetto dell'aeronautica militare (35)
(32) Il decreto di istituzione di tale Direzione generale prevedeva la spesa di dieci milioni
per il funzionamento dei servizi dell'aeronautica nell'esercizio 1919-20 e le relative somme sa-
rebbero state iscritte nei capitoli del bilancio del Ministero dei Trasporti.
(33) La Commissione Consultiva per l'Aeronautica, presieduta dal ministro o dal sottose-
gretario di Stato ai Trasporti doveva risultare composta da due membri del Parlamento, due
professori di istituti universitari o superiori, dal direttore generale d'aeronautica, quattro mem-
bri scelti fra persone esperte, un delegato per ciascuno dei seguenti ministeri: Guerra, Marina,
Tesoro, Poste e Telegrafi, Colonie, Finanze e Affari Esteri.
(34) Se un giudizio positivo fu dato su tale nomina dalla rivista "L'Aeronauta", a. II,
n. 6-7-8-9, giugno-settembre 1920, ben diversa la valutazione su Berliri-Zoppi che si de-
sume da un rapporto sui dirigenti la direzione generale d'aeronautica, redatto, probabil-
mente, dal maggiore Francesco Pricolo: "Fu detto da qualcuno che al Berliri si deve in gran
parte la responsabilità dell'insuccesso del programma di Chiesa, degli errori tecnici da es-
so compiuti. E difatti nella assoluta incompetenza dci capo del suo servizio tecnico, il
Commissario Generale per l'Aeron'autica trovò un fedele aiuto per l'esecuzione di ogni
idea accettata supinamente e ciecamente condivisa senza alcuna discussione, senza la in-
tuizione sicura delle conseguenze che l'attuazione di quelle idee poteva portare per la fi-
nanza del paese e per la fortuna dell'aeronautica. Ad esempio fu in tale periodo che si
ordinarono oltre 600 aeroplani Caproni tipo 600 hp malgrado il parere contrario di mol-
tissimi piloti e l'esito incerto delle prime prove, tali apparecchi infatti furono impiegati in
pochissime azioni di bombardamento con risultati mediocri o nulli", Museo Aeronautico
Gianni Caproni Trento, Archivio Amodeo de Siebert, brevi cenni biografici sui dirigenti la
Direzione Generale d'Aeronautica.
(35) Il prospettarsi del provvedimento legislativo che avrebbe portato alla creazione della
Direzione generale d'aeronautica, indusse Pietro Badoglio a prospettare in tali termini il futu-
ro assetto dell'aeronautica militare al Ministero della Guerra: "Qualora si addivenga a tale or-
dinamento dell'aeronautica, è necessario salvaguardare le esigenze della difesa nazionale a cui
provvedono le forze aeree, assicurando la integrità del patrimonio di energie e di mezzi dell'ae-
ronautica militare con opportuna organizzazione che garantisca l'efficienza ed il funzionamen-
to dei reparti e servizi aeronautici militari necessari ai bisogni di pace e la pronta mobilitazione
di quelli occorrenti fin da quando si prevedano o si inizino operazioni di guerra [ ... ] L'ordi-
namento dell'Aeronautica militare deve consentire di tenere in efficienza in tempo di pace il
minimo dei reparti e servizi indispensabili per le esigenze di istruzione propria e in comune col-
le altre armi e di impiego d'ordine interno, in relazione però con la necessità di avere pronti gli

