Page 109 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
P. 109
IL DIBATTITO POLITICO PRECEDENTE LA NASCITA DELL'AERONAUTICA ITALIANA 87
congedati. Dal '19 al '20 in Italia fu proibito volare. La generazione degli indi-
menticabili piloti che avevano scritto pagine gloriose in migliaia di episodi di
guerra, fu condannata e relegata nel dimenticatoio come peso morto" (39).
I..:instabilità governativa e la crisi della classe dirigente liberale, le agitazioni so-
ciali che caratterizzarono il "biennio rosso" e il pacifismo parolaio, nel paese e nel
Parlamento, del dopoguerra, il dibattito sulla riforma generale dell'esercito e una
certa incapacità dei dirigenti l'aeronautica italiana furono le cause principali che
determinarono questa disastrosa situazione. Su tutte, però, va annoverata la grave
crisi economica italiana e, di conseguenza, l'impossibilità per il governo di impe-
gnare forti somme nel rilancio dell'aviazione. E se difficoltà analoghe erano pre-
senti un po' in tutti i paesi, tant'è che anche in Francia e in Gran Bretagna l'aviazione
commerciale risentÌ di difficoltà economiche, solo in parte risolte dal sostegno fi-
nanziario dello Stato, è pur vero che la crisi socio-economica dell'Italia fu mag-
giore rispetto agli ex alleati. Se ciò dipendeva da una minore forza economica e
industriale globale del paese, è opportuno sottolineare che l'industria italiana, so-
prattutto nei campi della produzione bellica, risentì del suo carattere parassitario
e di una crescita che era stata artificialmente gonfiata e sostenuta dalle commesse
governative. Finite queste con la cessazione delle ostilità, l'industria in generale, e
quella aviatoria in particolare, doveva tornare a produrre cercando di essere com-
petitiva sul mercato europeo e internazionale. Cosa che gli industriali aeronautici,
in considerazione del recente sviluppo dell'aviazione, non furono in grado di fare.
In tale contesto non solo cessarono quasi del tutto le ordinazioni di materiale ae-
ronautico alle industrie (40), con la conseguente crisi generalizzata di queste, ma la
necessità di contrarre la spesa pubblica influÌ pesantemente sull'organizzazione
stessa dell'aviazione italiana. Così, come evidenziato da un promemoria di Ettore
Conti, la mancata creazione di un ministero unico dell'Aria, che avrebbe sicura-
mente dato una maggiore unicità d'indirizzo e maggiore impulso all'aeronautica,
non venne effettuato proprio per esigenze di bilancio:
"È noto che gli interessi generali dell'Aeronautica Italiana avrebbero richiesto la crea-
zione di un Ministero dell'Aria. Ragioni di indole economica e politica non consen-
tono per il momento di effettuare tale creazione. Per evitare però lo smembramento
(39) G. Mormino, Storia dell'aeronautica. Dai miti antichissimi ai 1I0stri giorni, A. Corticelli,
Roma, 1940, p. 270-1.
(40) "Con la fine della guerra si bloccò quasi del tutto la produzione dell'industria aero-
nautica privata: gli operai specializzati da 200000 si ridussero a 2000; la ditta Caproni si attrezzò
prima per fabbricare mobilio e poi vagoni ferroviari; la Macchi, dopo un discreto lavoro per l'idroa-
viazione spagnola, si mise a fabbricare motoscafi; lo stesso fece la S.LA.I. Nel periodo 1918-22
non vi fu alcuna costruzione di motori aerei", A. Fraschetti, Oli. cit., p. 91.

