Page 113 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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IL DIBATTITO POLITICO PRECEDENTE LA NASCITA DELL'AERONAUTICA ITALIANA 91
Di fronte a una tale proposta, che rivelava un'indubbia percezione della pe-
ricolosità per l'Italia di perdere a favore dei franco-inglesi dei mercati impor-
tanti per la propria economia, l'atteggiamento del governo Nitti fu, di nuovo,
orientato nel senso di tenere bene in considerazione le esigenze di bilancio. Scri-
vendo al sottosegretario all' Aeronautica Perrone, il presidente del Consiglio sot-
tolineava che "prima di prendere qualsiasi iniziativa" sul progetto de Vito "prego
V. E. di esaminare le cennate proposte e di esprimere su di esse il Suo parere an-
che in rapporto alle difficili condizioni finanziarie" (46). La lettera di Nitti era
del 20 marzo; esattamente il giorno successivo venne emanato il regio decreto
n. 304 che sopprimeva il Ministero dei Trasporti Marittimi e Ferroviari. Tale
provvedimento, dovuto a ragioni finanziarie (47), determinava lo spostamento
delle attribuzioni della Direzione generale d'aeronautica al Ministero dell'In-
dustria Commercio e Lavoro. La caduta nel giugno del governo Nitti e la no-
mina di Giolitti quale presidente del Consiglio determinò la soppressione della
Direzione generale d'aeronautica (regio decreto del 22 giugno 1920 n. 849) e
le sue attribuzioni furono assegnate al Comando superiore d'aeronautica, di-
retto dal generale de Siebert alle dipendenze del Ministero della Guerra. Ra-
gioni di indole economica e d'inefficienza della Direzione guidata dal tenente
colonnello Berliri-Zoppi furono i motivi che indussero il gabinetto a prendere
questa decisione (48). Certo è che lo spostamento dell'aviazione civile sotto
l'egida dei vertici militari, dopo che, con l'approvazione del regio decreto del
20 aprile 1920 n. 451 sul riordinamento dell'esercito l'aeronautica militare era
(46) ACS, Presidenza del COllsiglio dei Millistri 1920, b. 589, fase. 3.447 - Aviazione,
lettera del presidente del Consiglio Nitti a Perrone del 20 marzo 1920.
(47) A tal riguardo si vedano le motivazioni addotte dal presidente del Consiglio per giu-
stificare tale soppressione in ACS, Presidenza del Consiglio dei Ministri 1920, b. 585, fase. 1.4.411
- SoptJressione del Ministero dei Trasporti marittimi e ferroviari.
(48) "La pratica attuazione di tale decreto [che trasferiva la Direzione Generale d'Aero-
nautica al Ministero dell'Industria, Commercio e Lavoro] ha dato però luogo a non lievi in-
convenienti, poiché, mentre da una parte l'esperienza ha dimostrato essere inopportuna la operata
scissione tra l'aeronautica civile e quella militare (esercito e marina) in quanto dalla scissione
stessa insieme ad un aumento di spesa per il bilancio dello Stato, derivava anche una mancan-
za di unità di criteri direttivi sui servizi aeronautici dipendenti dai vari dicasteri, le varie mani-
festazioni nel campo dell'attività sperimentale, industriale e commerciale date dal nuovo
organo istituito col cennato decreto furono d'altra parte tali da lasciar prevedere, in tempo non
lontano, una dannosa paralisi dei servizi di aviazione. La Direzione generale d'aeronautica ci-
vile, infatti, malgrado avesse una disponibilità di bilancio non superiore ai dieci milioni, impe-
gnò il bilancio dello Stato per una somma notevolmente superiore, giovandosi dci fondi dai
suoi organi dipendenti gestiti per la liquidazione delle forniture di guerra, e non diede, in ge-
nere, quei risultati che era lecito sperare", Camera dei Deputati, Legislatura XXV, Sessione
1919-21, Raccolta degli atti stampati per ordine della Camera dei Deputati, voI. VIII, Disegni
di Legge dal 671 all'870, Tipografia della Camera dei Deputati, Roma, 1921, n. 834.

