Page 108 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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            in Sud America e in Spagna,  nonostante le  buone intenzioni espresse dal mini-
            stro dei  Trasporti de  Vito (38),  non si  è lontanti dal vero se  si  sottolinea come:

            "Il  dopoguerra  fu  nefasto  all'aeronautica  italiana.  Bisognava  smobilitare,  ma  per
            l'aeronautica questa parola significò distruggere.  Invece di  farla passare con prov-
            vedimenti graduali,  dal  piede  di guerra al  piede  di  pace,  poiché  per  il  momento
            non si  profilavano altri conflitti all'orizzonte,  il  governo di  quel tempo preferì la-
            sciar morire la splendida istituzione. Sciolti i quadri degli aviatori, gli aeroplani fu-
            rono lasciati marcire nei magazzini e nelle rimesse, non fu curata più la manutenzione
            dell'immenso materiale esistente nei  depositi.  Fu  la  fine  miserevole, la distruzione
             di  un  organismo di  prim'ordine che aveva  raggiunto con  l'armistizio  un altissimo
            sviluppo.  Dei 3000 motori e dei 5000 aeroplani che possedeva l'aviazione italiana
            alla  fine  del  conflitto,  solo  una minima  parte  rimasero;  gli  altri  furono  venduti a
             peso,  come  rottami.  Materie  prime  e  pezzi  lavorati  caddero  nelle  mani  di  pochi
             consorzi  privati,  mettendo  l'aviazione  nella  necessità,  dopo  qualche  tempo,  di  ri-
            chiedere  all'estero  gli  stessi  materiali  di  cui  aveva  avuto  grande  abbondanza  nei
            suoi  magazzini.  Le  migliaia  di  valorosi  combattenti  dell'aria  furono  quasi  tutti



                (38)  "E vengo all'ultimo punto sul  quale non posso in  questo momento dare notizie speci-
            fiche,  perché  soltanto ora  per un decreto  in corso e  non  ancora pubblicato  l'aeronautica viene
             passata al Ministero dei trasporti. Per quanto so, l'aeronautica aveva a fine  novembre un  perso-
             nale,  tra ufficiali  e  impiegati civili  e  soldati,  di  78.624  persone di  cui  4719  ufficiali.  Queste ci-
             fre  stanno a  dimostrare due cose:  da un lato l'importanza che l'aeronautica ha assunto durante
             la  guerra  e  della  quale  come  italiani  dobbiamo  essere  vivamente  compiaciuti;  dall'altro  la  ne-
            cessità  di  un  ordinamento nuovo che  permette  la  massima  intensificazione col  minimo mezzo.
             Dico subito che ho fede  nella aeronautica:  io credo che le  vie  del ciclo le  quali  hanno dato tan-
             ta gloria all'Italia in  tempo di  guerra, siano  per assicurare  non minori  successi  in  tempo  di  pa-
             ce. A noi occorrono comunicazioni celeri, agevoli e meno dispendiose di quelle che si  hanno nel
             far  muovere una nave per portare soltanto la posta, o  rari viaggiatori, o  poche merci. Credo che
             per  tutta  la  corrispondenza  dell'Italia  con  le  colonie,  per  la  corrispondenza con  le  isole,  per  i
             viaggi attraverso gli  Oceani l'aeronautica potrà dare ottimi frutti.  In questo momento io non so-
             no in  grado di formulare programmi perché, ripeto, non ho ancora assunta effettivamente la di-
             rezione di questo servizio e non ho ancora nemmeno preso possesso degli uffici.  Posso però dire
             che spero e mi  auguro di  poter in breve tempo iniziare corse per i servizi postali e per servizi li-
             mitati di  passeggeri, avvalendoci dei  mezzi  che  l'aeronautica miltare  potrà mettere  a  nostra di-
             sposizione. Perché l'aeronautica è stata messa al  Ministero dei trasporti? È una domanda che mi
             sono fatto anch'io (Interruzioni). Non temano, riorganizzeremo i servizi in modo agile.  Nitti. Si
             tratta  di  un  servizio  militare.  Appena  si  potrà,  i  militari  saranno  smobilitati.  De  Vito.  Certa-
             mente,  e so anzi che un notevole numero di  ufficiali e soldati è stato già smobilitato:  in  propo-
             sito mi  riservo dare cifre concrete. Trattandosi di  un servizio che sin qui è stato esclusivamente
             militare, si  dovrà continuare ancora nella smobilitazione, restando a me soltanto la parte di  per-
             sonale  che  può  essere  adibita  all'aeronautica  civile", Atti del  Parlamento  Italiano,  Camera  dei
             Deputati,  Sessione  1913-19 (]O  della XXIV legislatura),  Discussioni, voI.  XVIII, Tipografia della
             Camera dei  Deputati, Roma,  1919, tornata dci  13  luglio 1919, p.  19264.
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