Page 135 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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LA QUARTA FORZA ARMATA DI MUSSOLlNI: LA MILIZIA VOLONTARIA DI SICUREZZA NAZIONALE 115
dei cardini del suo regolamento (30) e che chiamava al suo interno molti ufficiali
dell'esercito precedentemente neppure iscritti al partito. Pur~roppo, al contra-
rio delle reazioni delle opposizioni, quelle dei fascisti non sono state studiate
approfonditamente. Da alcuni studi a livello locale è comunque possibile farsi
un'idea della durezza dell'opposizione fascista, che fece registrare addirittura
assalti di squadristi ai comandi della milizia (31). L'impressione è confermata da
alcuni articoli inneggianti alla disciplina apparsi sul giornale più vicino alla mi-
lizia, cioè in quel periodo il "Milizia Nazionale. Organo delle camicie nere" (32).
2. Rapporti con le Forze Armate: un Esercito parallelo?
«{All'Accademia di Modena] avevo imparato che la mi-
lizia era una brutta copia dell'esercito, un qualcosa di
scombinato, di raccogliticcio, e che gli ufficiali della
milizia si fregiavano con gradi inventati, fasulli» (33).
NUTO REVELLI
Le reazioni delle forze armate all'istituzione della milizia furono meno com-
pattamente negative di quanto si potrebbe ritenere. La milizia venne presentata
da Mussolini come un organismo che avrebbe svolto esclusivamente compiti di
ordine pubblico, che l'esercito non aveva mai amato, ma che era spesso chiama-
to a eseguire perché polizia e carabinieri erano meno numerosi di oggi. Le furo-
no assegnati i compiti svolti dalla disciolta Regia Guardia per la pubblica sicurezza,
(30) Nel Regolamento di disciplina ciel corpo gli articoli 5,6, 17 e 18 insistevano su un ti-
po cii obbedienza «cieca, pronta, rispettosa e assoluta". RD n. 831, 8 marzo 1923, pubblicato
sulla Gazzetta Ufficiale ciel 26 aprile 1923.
(31) Ad esempio M. Fabbro, Il fascismo e la lotta politica in Friuli. 1921-1926, prefazio-
ne di Galliano Fogar, Marsilio, Venezia 1974, p. 114. L'impressione fornita dalle letture di al-
cuni studi locali è che una ricostruzione del dissidentismo fascista sarebbe estremamente interessante,
non solo per la storia della milizia.
(32) "Milizia Nazionale", il cui primo numero uscì il 17 marzo 1923 era diretta dall'ono-
revole Luigi Medici del Vascello. Nel maggio dello stesso anno cambiò una prima volta nome
e direttore: si chiamò "Militia" e fu diretta dall'onorevole Francesco Giunta (che poco dopo
fu il segretario generale del PNF per cinque mesi, fino all'aprile 1924). Il 9 marzo 1925 il nuo-
vo cambio di testata e direzione: "Milizia Italica", dell'onorevole Alessandro Melchiori. Infine
il 22 luglio 1926 uscì con il definitivo nome di "Milizia Fascista", sempre diretta da Melchio-
ri. Melchiori fu fino al 1930 membro dei direttori del partito, di cui divenne anche segretario.
(33) N. Revelli, Le due guerre, cit., p. 56.

