Page 82 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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60 RENATO BATTISTA LA RACINE
possono essere compresi marinai che abbiano semplicemente colto l'occasio-
ne per tagliare la corda (AS La Spezia, Fondo 71-ibunale Militare Marittimo di
Pala, Diserzioni fiumane, Pratiche varie ed Elenchi).
I disertori provengono maggiormente dai comandi con sede a Fiume e a
Pola e in minor misura Trieste e Zara, con una grande varietà di situazioni; da
navi che aderiscono a D'Annunzio con tutto o parte dell'equipaggio, da una
nave catturata dai legionari fiumani con la complicità del personale di bordo,
da navi che non aderiscono ma di cui parte dell'equipaggio defeziona, dal Reg-
gimento S.Marco, dall'Artiglieria di Marina ed enti vari a terra, ecc.; viene ri-
portato che alcuni arrivano a Fiume fortunosamente con imbarcazioni da Venezia
ed Ancona. La più eminente personalità della Marina che prende parte all'im-
presa di Fiume, peraltro in posizione di aspettativa (aprile 1919) in attesa di
lasciare il servizio (luglio 1920), è il cap. frego Luigi Rizzo affondatore della
corazzata austro-ungarica Szent Ivan a Premuda, che però già alla fine del 1919
abbandona D'Annunzio per disaccordi. Rizzo manterrà posizione abbastanza
defilata rispetto al fascismo fino ai primi anni successivi alla Marcia su Roma
, dopo le battaglie del 1922 a difesa dell'autonomia della Federazione Italiana
Lavoratori del Mare (3). Com'è noto, la vicenda si conclude con il "Natale di
sangue" del 1920 nel quale sono proprio le navi della Marina, agli ordini del
governo che finalmente ha definito la sua linea, che dopo un blocco navale con
un paio di colpi di cannone inducono D'Annunzio a sgombrare il campo men-
tre l'Esercito stringe d'assedio la città. Prevale negli uomini della Marina lo
spirito legalitario, una costante storica del proprio essere al servizio dell'ordi-
ne costituito, con la disciplina considerata come valore premiante rispetto ad
altri. Si può però anche rilevare che 800 uomini su una forza della Marina di
45-50.000 costituiscono meno del 20/0 e che la grande massa ha ben altro a cui
pensare. Con Decreto nr. 1419 di non luogo a procedere pubblicato con la
Gazzetta Ufficiale nr. 253 del 27 ottobre 1921, preceduto da un'ordinanza
temporanea del gen. Caviglia del gennaio 1921, le conseguenze delle denuncie
a carico dei disertori sono annullate a tutti gli effetti.
Per dovere di cronaca è anche da ricordare che nel gennaio 1922 un grup-
po di marinai del caccia Audace, per denunciare le violenze subite dai militari
italiani in Dalmazia si reca nella sede del fascio di Taranto (ACS, P.S. 1922, Bu-
sta 8) e che nell'agosto 1922 sottufficiali dei gruppi sommergibili di Spezia e
Taranto risultano iscritti al fascio (USMM, Busta 1472). Tra i rari ex-ufficiali di
Marina provenienti dal servizio permanente che assumono posizioni politiche
(3) Cfr. F. Andriola, Luigi Rizzo, USMM, Roma, 2000.

