Page 81 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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LA  MARINA  DI  FRONTE ALLE  AGITAZIONI  SOCIALI  NEGLI  ANNI  DIFFICILI  ...   59


         un  incrociatore corazzato solo al  termine.  Anche  l'aerostazione  della Marina di
        Jesi  subisce  un'incursione  con  il  trafugamento  di  casse  di  cartucce.  Durante  le
         giornate di Ancona il  ministro della Marina è sempre Sechi, già collocato a ripo-
         so affinché nel Gabinetto non figurino ministri  militari, e alla presidenza del con-
         siglio è Giolitti al  posto di  Nitti. È importante sottolineare che  sono solo cinque
         i militari di Marina implicati ed elevato è l'apprezzamento governativo per l'ope-
         ra  svolta dalla Marina (ACS,  RS.  1920,  Busta  90).

             Complessivamente i movimenti  individuati  di  unità  navali  per ogni  esigenza
         relativa alle agitazioni sociali tra il  1919 e il  1922 sono oltre 60, con notevole ad-
         densamento nel  1920, e la  valutazione  potrebbe essere approssimata per difetto.
             La  partecipazione all'impresa di Fiume esprime lo spirito degli elementi più
         giovani  della  Marina  che,  dopo  aver  valorosamente  combattuto  in  guerra  sui
         sommergibili,  sulle  piccole  navi  e  sul  fronte  terrestre,  si  sentono  artefici  della
         vittoria e  depositari  dei  valori  di  italianità  dell'Adriatico  e  del  prestigio  nazio-
         nale,  minacciato dal  mancato  riconoscimento  della  sovranità italiana su  Fiume
         (la  "vittoria mutilata").  D'Annunzio,  popolare  presso  la  borghesia e  partecipe
         alle  imprese  di  guerra  della  Marina e  di  esse  poeta  cantore,  ha tra gli  ufficiali
         molti amici. Parecchi motti delle navi sono da lui coniati: ad esempio, "Memento
         Audere  Semper"  per  i  MAS  e  per  il  caccia  Cosenz  il  medesimo  motto  "Quis
         Contra Nos?" della  Reggenza  del  Quarnaro.  D'altra parte, tra le  alte sfere del-
         la  Marina non  manca  chi,  memore delle  incursioni  delle  navi  a.u.  sulle  nostre
         coste durante la guerra, sostenga l'importanza di basi navali sulla opposta spon-
         da adriatica.  L'impresa  di  Fiume è  sopratutto  la  conseguenza dell'atteggiamen-
         to  ambiguo  del  governo italiano fino  al  Trattato  di  Rapallo  che  infine  assegna
         Fiume e Zar a  all'Italia,  negando il  resto.
             La Marina fà  del suo meglio per arginare il  movimento con operazioni di  po-
         lizia  militare,  ferma  il  sommergibile F-16  in  uscita  da  Venezia  nell'ottobre  1919
         per recarsi a Fiume e si  adopera per evitare manifestazioni a favore  di  D'Annun-
         zio  da  parte  dei  sommergibilisti  facendo  rinviare  la  celebrazione  del  processo  a
         carico dell'equipaggio dell'F-16  (2).  Secondo 1"'Avanti!" del 2 febbraio  1920, non
         confermato da altre  fonti,  un tenente di  vascello e un  sottufficiale sarebbero sta-
         ti  arrestati per l'intendimento di  portare un sommergibile da Brindisi a  Fiume.
             Nel complesso una forte  situazione di  disagio per la Marina perché i mi-
         litari  regolarmente  denunciati  come  disertori  dai  comandi  di  appartenenza
         sono  sull'ordine  degli  800,  di  cui  meno  di  40  ufficiali  e  un  numero  di  so t-
         tufficiali  non  accertato  ma  comunque superiore a  70,  così  come non  rileva-
         bile  la  proporzione  tra  militari  volontari  e  di  leva,  sebbene  tra  quest'ultimi



             (2)  Cfr.  G.  Giorgcrini,  Uomini sul fondo,  Mondadori, Milano,  1994.
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